Brindisi, sì al bilancio consuntivo: vota a favore anche la Lega

Brindisi, sì al bilancio consuntivo: vota a favore anche la Lega
di Francesco TRINCHERA
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Martedì 12 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 11:17

Il rendiconto del 2021 passa dal vaglio del consiglio comunale di Brindisi di ieri pomeriggio con 19 favorevoli, 5 contrari ed un astenuto. Ad aver votato a favore del provvedimento, i consiglieri di maggioranza (con l’eccezione di Lorenzo Guadalupi di Italia Viva) ed Ercole Saponaro della Lega, mentre l’esponente del partito fondato da Matteo Renzi ha optato per l’astensione. I cinque contrari, invece, arrivano dalle fila dell’opposizione. La seduta, arrivata dopo la polemica relativa all’assenza della maggioranza nella prima convocazione dell’8 luglio, ha vissuto anche di momenti di confronto acceso tra le diverse componenti nell’aula Caiati. 

Il dibattito

Il primo ad intervenire è stato Gianluca Serra del Movimento 5 stelle: da un lato, l’esponente pentastellato ha ringraziato Saponaro per quella che vede come una sorta di operazione verità dell’assessore, ma dall’altra ci sono “criticità fattuali che non possono essere taciute”, dai rifiuti ai crediti non esigibili. Ai ringraziamenti a Saponaro si accodano, a grandi linee, anche buona parte dell’opposizione, come Carmela Lomartire, di Brindisi Popolare, che però come Serra ha evidenziato le stesse criticità precedentemente messe in risalto; così come Ercole Saponaro della Lega, che ha però, come già detto, ha annunciato il suo sì al consuntivo ed elogiato il lavoro che è stato fatto sulle casse comunali in questi mesi. Più articolato l’intervento del consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Oggiano, che tra le altre cose ha spiegato che la scelta di aderire al piano di riequilibrio “è stata una scelta politica” che “oggi dai numeri che ci hanno portato poteva essere evitata”. A fine della seduta, in un post sui social, lo stesso Oggiano ha rilanciato il concetto, sottolineando che la misura ha comportato provvedimenti come “tagli ai servizi indispensabili ai cittadini, ai servizi sociali, alle manutenzioni ordinarie di marciapiedi, strade, pubblica illuminazione, tensioni all’interno delle varie platee storiche di importanti servizi sociali e no, personale del Comune ridotto all’osso con gravi ripercussioni sui servizi da erogare ai cittadini, impianti sportivi in malora o in vendita salvo poi ritornare sui propri passi dopo aver distrutto interi settori sportivi come le piscine comunali”. 

Il sindaco

Il sindaco Riccardo Rossi, dal canto suo, oltre a richiamare le osservazioni dell’assessore al Bilancio, Francesco Saponaro, sul Fondo per i crediti di dubbia esigibilità, ha anche rilanciato quanto si diceva nel 2018, all’insediamento della nuova amministrazione, quando si parlava di conti “squilibrati per 8-9 milioni di euro”, con la necessità di intervenire. A seguire è stata approvata anche una serie di debiti fuori bilancio che hanno tutte registrato 18 voti favorevoli e due astenuti. La seduta è stata aperta con un dibattito, anche piuttosto acceso, sulla questione che riguardava la possibilità o meno di svolgere l’assemblea in una seduta mista, vista la positività al Covid di due consiglieri, Livia Dell’Anna ed Alessio Carbonella, che si sono poi collegati da remoto. 
La questione era stata posta inizialmente da Serra, a cui ha risposto anche il sindaco Riccardo Rossi che ha ritenuto dovesse esprimersi su questa decisione il consiglio comunale in considerazione di quanto stabilito da Anci. Dall’altra parte, questa visione ha visto le proteste soprattutto di Antonio Elefante, che ha rimpallato le responsabilità al segretario comunale, e di Lomartire, che ha chiesto anche un parere scritto al dirigente, mentre Oggiano ha chiamato in causa un regolamento del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno che andrebbe in senso contrario alla scelta di una seduta mista fuori dal periodo emergenziale. L’esponente di Fdi, in polemica (non solo su questo aspetto specifico) con il presidente dell’assise comunale Giuseppe Cellie (che in questo caso ha richiamato una decisione presa in conferenza dei capigruppo), ha anche annunciato le sue dimissioni da vicepresidente dell’assemblea di Palazzo di città. 

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