Brindisi, la sfida del turismo: «La città diventi appetibile, solo così ci sarà una svolta»

Brindisi, la sfida del turismo: «La città diventi appetibile, solo così ci sarà una svolta»
di Antonio SOLAZZO
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Mercoledì 27 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:23

Inizia a crescere l’ottimismo sul fronte turismo anche a Brindisi. I numeri incoraggianti riscontrati in occasione del 25 aprile, con l’approdo della nave Msc Armonia all’interno del porto, rilanciano uno dei temi che da sempre tiene banco in tutta la città: il territorio brindisino è pronto e preparato per affermarsi come realtà e come meta attrattiva per i crocieristi (e non solo) oppure il boom nella giornata della Liberazione è soltanto la classica rondine che non fa primavera? Aiutato dalle condizioni meteorologiche, questa volta estremamente favorevoli, chi è sceso dalla nave ha trovato una buona organizzazione che gli ha permesso di visitare Brindisi e i suoi monumenti anche grazie all’ausilio di pullman scoperti e visite guidate. L’apertura dei negozi, poi, ha addolcito ulteriormente uno scenario che sembrerebbe all’apparenza scontato ma che a Brindisi ha sempre rivelato alcune forti criticità. Insomma, il piano sembrerebbe aver momentaneamente funzionato, ma gli occhi sono puntati sulla continuità e quindi sui prossimi appuntamenti.

Entusiasmo sì, ma con moderazione

Nella stagione dei record, dove le toccate delle crociere in città saranno ben settantuno, è sicuramente importante confermare questo dato e non invertire la tendenza, soprattutto per provare a voltare pagina in maniera definitiva dopo i due anni di pandemia da Covid-19. L’ottimismo dimostrato anche dagli assessori Oreste Pinto ed Emma Taveri trova riscontro nelle nuove strategie per affollare anche i corsi, diversificando l’offerta e aumentando l’attrattività con un enorme coinvolgimento: una delle parole d’ordine, allora, è collaborazione. La strada tracciata è quindi quella giusta? Alcuni esperti del settore smorzano un po’ gli entusiasmi, mantenendo un profilo più basso esplicitando la necessità di continuare a lavorare. «I turisti vanno fatti innamorare prima della città, è fondamentale suscitare un bisogno in anticipo se si vuole provare a crescere da questo punto di vista», spiega Pierangelo Argentieri, presidente di Federalberghi Brindisi e direttore anche di alcuni hotel. «È importante valutare l’appeal riscontrato in relazione al motivo per cui queste persone scelgono Brindisi: la città non deve essere considerata un porto, ma una destinazione. Per noi albergatori è auspicabile che questo flusso continui e che i turisti trovino la città bella, attrattiva e degna di una futura vacanza: c’è tanto da fare in quest’ottica, soprattutto perché i nostri alberghi sono vuoti mentre altrove, come per esempio a Bari, si sta verificando il problema inverso considerando che la domanda sta nettamente superando l’offerta presentata».

«Servono scelte coraggiose»

Più critica, invece, la posizione di Antonio Carito di Utac Viaggi: «Il mio è l’ottimismo della ragione perché quello che è accaduto con la nave Msc Armonia è un fatto normale: i turisti non rimangono reclusi nelle cabine, scendono e girano nella città, personalmente non ci vedo nulla di epocale. Spostandosi in un qualsiasi comune della provincia si sarebbe potuta vedere ancora più gente. La cosa importante è verificare il tasso di gradimento che hanno riscontrato nei confronti del territorio e dei servizi da esso offerti. Serve razionalità, buon senso e tanta umiltà, testa bassa e pedalare, non illudiamoci e non rendiamo straordinario ciò che in realtà è ordinario. Non basiamoci - aggiunge Carito - sul termometro della presenza della gente ma su altri fattori. C’è un percorso da intraprendere con serietà, preoccupandoci di una cosa primaria: una città è turistica se è vivibile per i suoi cittadini. Per fare un esempio poi, se si vuole valorizzare il centro storico può risultare antipatico farli passeggiare in mezzo allo smog in via Duomo, non è la cosa più bella da vedere. Per fare un salto di qualità occorre fare delle scelte coraggiose e chiare che possano rendere Brindisi una città turistica. I passeggeri - conclude - devono scegliere Brindisi non perché sono di strada, dobbiamo lavorare per essere tra le prime scelte anche per quanto riguarda l’aeroporto che altrimenti rischia di diventare un hub per altre mete. Non esaltiamoci per il nulla e, anzi, lavoriamo nella direzione corretta, magari chiedendosi su quale tipologia di turismo si vuole puntare per fare un piano operativo in funzione delle scelte effettuate».

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