Brindisi, al via la stagione dei saldi. Ma sulle promozioni si accende il dibattito

Brindisi, al via la stagione dei saldi. Ma sulle promozioni si accende il dibattito
di Antonio SOLAZZO
5 Minuti di Lettura
Martedì 28 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 09:57

Manca meno di una settimana all’inizio dei saldi estivi, tradizionale appuntamento che si conferma per tutti i consumatori l’occasione ideale per lo shopping. La data da segnare sul calendario per la città di Brindisi  è sabato 2 luglio: a differenza dello scorso anno, quando erano stati posticipati al mese di agosto, i saldi in Puglia partiranno dunque in contemporanea con il resto dell’Italia (solo in Sicilia, tra le regioni centro-meridionali, si comincerà un giorno prima) e sembrano rappresentare la perfetta circostanza per la ripartenza economica dopo lo stop e la conseguente crisi causata dalla pandemia da Covid-19. 

Il calendario


«L’appuntamento, atteso con grande interesse, rappresenterà l’occasione per tutti i consumatori e per molti “negozi” di vicinato di invertire la contrazione dei consumi registrata negli ultimi mesi ed evitare il collasso economico derivante dalla crisi conseguente al Covid-19, dall’aumento dei costi di energetici ed alla relativa inflazione, che incide sempre più sul potere d’acquisto dei consumatori pugliesi», si legge nel comunicato scritto e pubblicato da Confesercenti Brindisi. «Si tratta di un’occasione per tutti i consumatori a cui vogliamo lanciare un invito: comprate nei negozi di vicinato, sono gli affari più convenienti di sempre», spiega il presidente provinciale dell’associazione di categoria Michele Piccirillo. Ma con quali offerte si comincerà? «Da un’indagine dell’Osservatorio Commercio Confesercenti – continua il comunicato – risulta che, già dai primissimi giorni, la percentuale di sconto praticata nei negozi dovrebbe attestarsi intorno al 30% e al 40% sul prezzo di cartellino». 
Condizioni fin da subito vantaggiose, dunque, perfettamente in linea con l’auspicio di vedere tanti cittadini entrare e uscire dai negozi situati lungo le vie del centro già da questo fine settimana. Impossibile, però, non effettuare le solite raccomandazioni ai consumatori circa la necessità di rivolgersi ai negozi di fiducia per non rischiare di imbattersi nelle tradizionali truffe sui prezzi ai propri danni.
«Esistono alcuni aspetti su cui porre attenzione, come una sorta di vademecum», afferma Emilio Graziuso, coordinatore dell’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore. «Bisogna fare maggiore accortezza ai saldi superiori al 50% perché potrebbero anche nascondere delle bufale come, ad esempio, la vendita di merce dell’anno precedente. Potrebbe comunque essere un buon affare, sia chiaro, purché il consumatore ne sia però informato. Poi la merce in saldo deve essere sempre separata da quella venduta a prezzo pieno ed è obbligatorio inoltre esporre sul cartellino il vecchio prezzo, la percentuale di sconto e il prezzo scontato. Dovremmo anche sfatare delle voci che circolano in questo periodo: il consumatore ha sempre il diritto di provare i capi (a eccezione ovviamente della biancheria intima), quindi anche quelli in saldo. Consigliamo sempre di conservare lo scontrino perché costituisce la prova dell’acquisto e che obbliga il negoziante a sostituire o a riparare il bene difettoso o non conforme anche qualora sui cartelli vi sia inserita la dicitura che i beni in saldo non si cambiano».
« La garanzia dai vizi occulti è dovuta al venditore anche per quanto riguarda i beni in saldo ed è sempre di due anni come previsto dal Codice del Consumo. Per ogni problema poi, qualora si dovessero ravvisare delle anomalie, si consiglia sempre di segnalare l’accaduto eventualmente ai vigili urbani o all’assessorato comunale. Altro aspetto sul quale poniamo l’accento è quello che, come associazione, abbiamo chiamato effetto sforamento: spesso, infatti, ci potrebbe essere il rischio di spendere più di quanto si pensa di star risparmiando, perché presi dall’euforia del saldo. In questo caso sarebbe opportuno fare una lista in anticipo, prima di compiere gli acquisti, di ciò che si ritiene particolarmente necessario», conclude Emilio Graziuso. 

La polemica

Sulle promozioni, intanto, si accende il dibattito. «Le difficoltà economiche che da oltre due anni affliggono le attività commerciali della nostra Regione, sono tutt’altro che superate o risolte. Meglio posticipare l’avvio dei saldi». è quanto chede alla Regione il presidente Confesercenti Puglia Beniamino Campobasso. «Tantissime imprese, anche storiche, decidono quotidianamente di cessare la loro attività di vendita al dettaglio e, solo in alcuni
casi, spostare risorse e capacità su altri settori meno mortificati dalla crisi pandemica ed energetica. Le logiche di mercato governano questi nuovi assetti, ma a risentirne sono sicuramente le nostre Città che perdono, insieme alle vetrine, quella socialità possibile solo in strade ad alta densità commerciale». Da qui le perplessità e l’appello: «Molti esercenti sono ancora una volta molto perplessi rispetto alla prospettiva di dover rinunciare ad una importante parte di guadagni a causa dell’inizio dei saldi il 2 luglio. E noi con loro. o. I saldi, le ricordo, sono “svendite di fine stagione” e mi chiedo come possa il primo sabato di luglio essere considerato come la fine della stagione estiva. Chiediamo quindi di rivedere, come già fatto lo scorso anno, la data di inizio delle “svendite di fine stagione” posticipandole almeno alla fine di luglio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA