Agguato nella notte: ragazzo di 19 anni ucciso con tre colpi di pistola

Martedì 10 Settembre 2019

BRINDISI -  Tre colpi di pistola sparati ad altezza uomo, per uccidere. Uno solo lo ha raggiunto, ma alla nuca ed è stato sufficiente: un ragazzo appena 19enne, Giampiero Carvone, è morto la scorsa notte in ospedale a Brindisi, nonostante l’intervento chirurgico compiuto nel tentativo di salvarlo. L’agguato è avvenuto intorno all’una di notte in via Tevere, al rione Perrino di Brindisi, dove il ragazzo abitava con i suoi familiari. Secondo la Squadra mobile, il movente è senza dubbio da cercare nei precedenti penali del giovane, recentemente arrestato per furto e per ricettazione. La criminalità ha alzato improvvisamente il tiro, all’estrema periferia di una città in cui da qualche tempo non accadevano vicende così gravi: qualche ferimento, inseguimenti e rapinette.

Sembrava archiviata infatti la stagione dei delitti sanguinari, quasi sempre in passato di matrice Sacra Corona Unita (Scu). E anche adesso, per gli investigatori, la criminalità organizzata non ha nulla a che vedere con questo omicidio, che potrebbe invece essere letto come un regolamento di conti legato a episodi accaduti nelle ultime ore. Per arrivare ai dettagli, gli uomini della questura di Brindisi indagano senza sosta: su delega del pm di turno, Raffaele Casto, sono stati più volte sul luogo del delitto, tra casermoni di edilizia popolare, continuando a cercare risposte tra le resistenze di vicini e parenti.

Dalle prime ricostruzioni è emerso che il ragazzo è stato sorpreso davanti all’ingresso del civico 19 attorno all’una di notte. Non è chiaro se stesse rincasando o se invece fosse sceso in strada, per un appuntamento, cadendo inconsapevolmente in una trappola. In zona non ci sono telecamere: accanto al portone del palazzo c’è un piccolo tunnel e lì, probabilmente, il sicario ha impugnato la pistola. Oltre al proiettile che ha raggiunto la vittima alla testa, gli altri due si sono conficcati nella carrozzeria di una Mercedes parcheggiata lì vicino e nel vetro del portoncino d’ingresso dello stabile. I parenti di Carvone hanno chiamato i soccorsi. Il ragazzo era ancora vivo quando è giunto in ospedale. Il padre ha lanciato un appello per la raccolta di sangue, mentre il figlio veniva sottoposto all’intervento chirurgico, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

 

 

Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 13:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA