Castello Alfonsino, è polemica sulla gestione. Il sindaco furioso con la Soprintendenza: «Scriverò al ministro Franceschini»

Domenica 30 Maggio 2021
Il sindaco Riccardo Rossi con il segretario regionale del ministero dei Beni culturali, Maria Piccarreta

Dopo il duro faccia a faccia con la ex soprintendente, oggi segretario regionale del ministero dei Beni culturali, Maria Piccarreta, durante l'inaugurazione del castello Alfonsino, il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi taccia la soprintendenza di incapacità di gestire uno dei beni  sul quale punta la città per lanciarsi nell'orbita del turismo culturale: «Siamo tutti contenti che, finalmente dopo anni, siano terminati i lavori di recupero di parte del castello Alfonsino, ma non possiamo non denunciare un'approssimazione ed insufficienza nella sua gestione e valorizzazione da parte della soprintendenza».

 

La nota

 

Sottolinea questo Riccardo Rossi in una nota diffusa attorno a mezzogiorno: «Provo sinteticamente a spiegarne il perché. Da quasi due anni chiediamo alla soprintendenza di costruire insieme un progetto di valorizzazione puntando ad una piena fruibilità e forte attrattività del castello. Abbiamo coinvolto nel possibile ragionamento la Regione con il Polo Biblio Museale e l'Unisalento su temi come l'archeologia subacquea ed altri ancora. Ma mai è stato possibile incontrare su possibili progetti la soprintendenza che sempre rinviava possibili ragionamenti».

 

L'incontro

 

Nella nota viene riportato l'incontro Comune-Soprintendenza concordato - questa la ricostruzione del primo cittadino - grazie alla mediazione del ministero: «Arriviamo ad ottobre 2020 quando grazie al Mibact otteniamo un incontro con la soprintendente Maria Piccarreta. In quell'occasione si prendono impegni importanti per costruire Comune di Brindisi e soprintendenza, ai sensi del codice dei beni culturali, un piano di valorizzazione per la gestione del castello Alfonsino. Impegni tutti disattesi. Da allora non vi è stato più nessun contatto».

 

Il progetto del Comune

 

Rossi spiega il perché dell'interessamento del Comune al castello e quali sono stati i progetti messi sul tavolo: «Cosa avremmo voluto realizzare? Grazie a Regione e Unisalento un programma culturale e museale di grande importanza, partendo dal museo e centro per l'archeologia subacquea, ma poi arricchito con altri soggetti. Inoltre con la Bms (Brindisi Multiservizi, ndr)  avremmo fornito i servizi di custodia, pulizia e cura del verde (indecenti sono le condizioni in cui è stato inaugurato il castello). Con la Fondazione Teatro Verdi avremmo potuto gestire servizi culturali e programmi di eventi importanti. Poi un bookshop, servizio ristoro, una biglietteria aperta sul posto per accogliere non 20 turisti l'ora, prettamente locali come oggi. Ed una campagna di comunicazione e marketing per far arrivare da ogni luogo i visitatori, non certo un numero di cellulare per prenotare la visita di massimo 20 persone. In sintesi una piena valorizzazione del castello in grado di far arrivare a Brindisi centinaia di migliaia di visitatori con grandissime ricadute sull'economia della città».

 

L'ultimatum

 

L'ultima parte della nota ha il sapore dell'ultimatum: «Ho detto alla nuova soprintendente, Barbara Davidde, che da questo momento si cambia pagina ed il tempo in cui la Sovrintendenza può pensare di fare ciò che vuole a Brindisi è terminato. Già domani chiamerò il ministro Dario Franceschini per invitarlo a Brindisi ed anticipargli una lettera durissima che invieremo al ministero su quanto accaduto»

Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 08:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA