Movida a Brindisi, gli esercenti contro le ordinanze restrittive: «Siamo penalizzati»

Movida a Brindisi, gli esercenti contro le ordinanze restrittive: «Siamo penalizzati»
di Antonio SOLAZZO
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Lunedì 11 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:21

Proseguono le polemiche sulla movida “sregolata” in tutta la provincia di Brindisi. Continuano a far discutere, infatti, gli assembramenti (in diversi casi anche molto rumorosi) che puntualmente si verificano per le strade delle città e soprattutto in prossimità dei principali locali: mentre c’è chi confida nei controlli delle forze dell’ordine, chiedendo di intensificare i pattugliamenti e facendo anche leva su una collaborazione tra istituzioni e commercianti, i sindaci bocciano l’ipotesi di una ordinanza unica.

Gli orari

La linea, condivisa dal presidente della Provincia Toni Matarrelli, si sposa con le differenti esigenze riscontrate dalle realtà in questione all’interno del territorio brindisino: zone di mare manifestano bisogni diversi dalle zone dell’entroterra, così come i borghi ne hanno altri rispetto alle città. Ed ecco allora che per venire incontro sia alle necessità dei residenti sia a quelle degli operatori del settore (soprattutto dopo i difficili anni causati dal Covid) si ricorre a regolamenti che variano da comune a comune. Non senza diatribe e lamentele, ovviamente. Se nei lidi del capoluogo, per fare un esempio, si potrà ballare nel weekend a ritmo di musica fino alle 3, a Ostuni invece lo stop arriva con un’ora di anticipo. Per i centri urbani, poi, musica spenta a mezzanotte a Carovigno ma anche a Brindisi e nella Città Bianca.

La posizione di Confesercenti

«Delle tre ordinanze emanate, l’unica che tenta di contemperare effettivamente gli interessi “contrapposti” ricercando una mediazione, pur con difficoltà, sembra essere quella che disciplina le emissioni sonore», spiega Michele Piccirillo, presidente provinciale di Confesercenti, parlando del caso di Ostuni. «Le ordinanze che vietano la vendita di prodotti alimentari da parte degli esercizi commerciali ed artigianali e la somministrazione di alcolici da parte dei pubblici esercizi nelle ore notturne rappresentano, invece, un ingiustificato e grave danno per le imprese, mettendo a rischio la qualità dei servizi resi alle migliaia di turisti che, anche nelle ore notturne, frequentano l’intero territorio ostunese e, in particolare, il centro storico. D’altra parte, l’attrattività dei nostri borghi e dell’offerta gastronomica rappresentano uno dei punti di forza del turismo pugliese. È bene ricordare, a riguardo, che il turismo rappresenta il 14 per cento del Pil della regione Puglia e che, dopo gli anni terribili della pandemia, ci si aspetta un 2022 di recupero e ripresa dei trend di crescita bruscamente interrotti», prosegue il comunicato diramato da Confesercenti.

«L'inciviltà di pochi non danneggi chi rispetta le regole»

Per salvaguardare il turismo e la stagione estiva della ripartenza, allora, l’associazione di categoria traccia un’altra strada che non intacchi gli imprenditori del settore: «Contrastare i fenomeni della peggiore movida è, certamente, interesse di tutti, per primi proprio degli imprenditori commerciali e turistici che operano nel rispetto delle regole. La sicurezza, l’ordine e il decoro sono, infatti, valori pienamente condivisi e per i quali le pubbliche amministrazioni locali, gli organi dello stato e le imprese devono costantemente collaborare. Siamo convinti, infatti, che la sicurezza si faccia con le imprese commerciali e del pubblico esercizio, che rappresentano un insostituibile presidio nel territorio e non contro di loro. Le associazioni di categoria e le imprese da sempre sono disponibili a contribuire affinché gli standard di tutti i servizi resi a turisti e cittadini residenti migliorino. Non è di conseguenza accettabile che la scorrettezza di alcune imprese o di gruppi di cittadini debba determinare vincoli che implichino pesanti restrizioni alla libertà di impresa garantita dalle leggi, a danno di chi opera nel pieno rispetto delle regole. Piuttosto si potenzi l’attività di controllo nei mesi estivi, anche attraverso il rafforzamento della collaborazione tra le diverse forze dell’ordine», osserva ancora Piccirillo. «Il turismo, anche nella provincia di Brindisi, è proiettato verso traguardi di eccellenza e deve poter contare su un’organizzazione sempre più programmata e qualificata di servizi pubblici e privati. Certamente dannosi di rivelano invece i provvedimenti che in modo intempestivo creano vincoli e divieti indiscriminati e non adeguatamente motivati. Confesercenti Brindisi auspica ordinande «meglio calibrate, in modo da individuare e risolvere i problemi reali con interventi mirati che non penalizzino le imprese».

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