Litorale brindisino a rischio crolli, il Comune: «Servono 40 milioni di euro»

Domenica 27 Giugno 2021 di Lucia PEZZUTO

Stabilimenti balneari sotto sequestro, opere abusive e spiagge inaccessibili per il rischio crollo della falesia: due terzi della costa di Brindisi versa in stato di degrado ma il Comune pensa ad un piano di recupero puntando sui fondi Cis. La situazione non potrebbe essere più disastrosa per il litorale brindisino, circa 40 chilometri di costa dove insistono 18 stabilimenti balneari e spiagge inaccessibili a causa del crollo della falesia. Nonostante questo i bagnanti, alla ricerca di un angolo di arenile, si avventurano sulle spiagge libere inibite ed ignorano i cartelli di divieto.

 

Il piano del Comune

«C’è una questione generale che è quella della riqualificazione della costa. Nel Piano strutturale abbiamo inserito un piano programmatico di opere, a partire da quelle di protezione per bloccare l’erosione, allo spostamento di 300 metri della strada all’interno, e poi la realizzazione di una serie di infrastrutture - spiega il sindaco Riccardo Rossi -. Per fare tutto questo saranno necessari 30, 40 milioni di euro. Senza dimenticare il problema della falesia. Negli anni passati per la falesia e le opere di contenimento avevamo speso 3 milioni di euro ma senza ottenere alcun risultato. I cambiamenti climatici non sono una favola, stiamo pensando alle barriere soffolte».

 

L'ipotesi di una barriera

La barriera permeabile soffolta è di basso impatto ambientale ed è composta da moduli in cemento armato con una geometria in grado di dissipare una parte consistente dell’energia del moto ondoso, di favorire lo scorrimento della sabbia verso la riva e contrastarne il ritorno. I moduli vengono posati e accostati sul fondale definendo una linea continua parallela al litorale ad una distanza di 100/300 metri dalla costa. Non è necessario creare dei varchi per il deflusso dell’acqua come avviene per le scogliere tradizionali in quanto, trattandosi di una struttura a maglia, l’attraversamento è libero e non crea correnti dannose al fondale. I deflettori hanno la funzione di pilotare le correnti in ingresso verso l’alto creando una zona di calma in basso che permette alla sabbia di depositarsi. L’altezza della struttura viene determinata assemblando il numero di deflettori necessari secondo le valutazioni tecniche del luogo di posa. Già utilizzate a nord del faro di San Cataldo a Lecce, le barriere sono costituite da blocchi traforati, particolarità che consente un graduale passaggio dell’acqua all’interno. Questo fa sì non solo che venga allentata la pressione esercitata dalle correnti marine sui fondali sabbiosi, ma permette anche di creare un rifugio per la fauna marina, favorendo il processo di ripopolamento delle acque più prossime alla riva.

 

Le prospettive a breve e lungo termine

«Abbiamo, quindi, due temi: un caso generale per il quale saranno necessari i fondi Cis per ripartire, e ci vorranno anni per realizzare i progetti - aggiunge il sindaco - e le opere-abusi da abbattere con il ripristino dello stato dei luoghi. In questo caso pensiamo a Giancola. Abbiamo un progetto di rigenerazione su cui operare subito in stralcio con l’abbattimento e il ripristino dello stato dei luoghi e poi la riqualificazione. Adesso siamo in fase di affidamento della gara di progettazione, sarà chiesto di fare uno stralcio in modo tale che nel giro di pochi mesi si possa demolire tutto». Nel frattempo il Comune di Brindisi è in dirittura d’arrivo con la consegna della spiaggia di Cala Materdomini per la quale manca una ultima autorizzazione da parte della Regione Puglia. «C’era una parte demaniale, quella sulla quale ricade il chiosco - ha detto Rossi -. La Capitaneria ha dato il via libera, ora aspettiamo la Regione, dopo la risposta di quest’ultima in dieci giorni la spiaggia sarà pronta e fruibile».

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