Brindisi, pressing sui nuovi progetti Cis e sugli investimenti Tap-Snam

Martedì 25 Gennaio 2022 di Francesco TRINCHERA

BRINDISI - C’è fiducia, anche se con diverse sfumature, tra i rappresentanti del mondo produttivo riguardo al nuovo Contratto istituzionale di sviluppo di Brindisi e Lecce, incentrato principalmente sulla valorizzazione della costa tra i due territori provinciali. Il segretario della Cisl per Brindisi e Taranto, Gianfranco Solazzo, parla infatti di «cauto ottimismo», auspicando che, nell’attesa di capire l’esatto importo di questo strumento, ci sia «una ritrovata appropriatezza amministrativa della cosa pubblica», sulla scorta di quanto dichiarato dalla ministra per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna in tema di riqualificazione del territorio.

Il sindacato

La Cisl, quindi, rivendica che aspetti come ambiente, sviluppo economico ed altri debbano essere oggetto «di una contrattazione sociale a monte e non a valle nei processi di progettazione e condivisione prima e in quelli di finanziamento poi», con l’auspicio di un approccio condiviso tra gli attori del territorio, individuando nella Prefettura «il luogo istituzionale che pensiamo possa divenire sede della governance». Solazzo, anche in quest’ottica richiama il cosiddetto “Metodo Brindisi”, accordo «da tempo avviato ma che rischia di inaridirsi: «In quello spirito si ritiene necessario che i contenuti dovranno essere inclusi i protocolli ad hoc comprendenti clausole/garanzie di protezione sociale da inserire nei capitolati d’appalto a favore delle lavoratrici e dei lavoratori e delle aziende del territorio brindisino e la contestuale redazione di protocolli di legalità e di sicurezza». Da qui anche l’invito al Comune capoluogo perché recepisca questa impostazione nel prossimo consiglio comunale, fermo restando che il Cis «non va considerato esaustivo, né risolutivo delle opportunità di sviluppo della città capoluogo e del restante territorio provinciale che permane ancora a rischio di marginalità». La richiesta è di avviare per l’intera area un Patto per lo sviluppo e l’occupazione, «facendo convergere nello stesso l’interesse di tutte le parti interessate (stakeholders) per creare sviluppo salvaguardando quanto di eccellente già esiste». Il sindacalista, come già fatto dal consigliere regionale Fabiano Amati nei giorni scorsi, nell’ottica della decarbonizzazione ha richiamato «gli impegni di Tap-Snam in merito agli indennizzi previsti a suo tempo per il territorio», suggerendo che possa entrare in campo una «compensazione da riconoscere alla bolletta energetica pagata da quelle comunità grazie alle quali le due società stano producendo una redditività sostanziale».

Gli industriali

Da parte di Confindustria Brindisi si parla di «piacevole sorpresa – ha spiegato il presidente Gabriele Menotti Lippolis – per il cronoprogramma fissato dalla ministra Carfagna, che sembra sia serrato e possa portare al raggiungimento degli obiettivi e della realizzazione dei progetti concordato con il territorio». Qui Lippolis ha spiegato che assieme ai vari attori territoriali, che vanno dalle singole istituzioni come Comune e Provincia, ai sindacati ed alle associazioni di vario tenore, si è concordato un confronto per stabilire quali siano le priorità su cui agire: «Credo – ha aggiunto – che ad oggi ci sia abbastanza dialogo, anche dal Ministero e dai parlamentari del territorio che hanno spinto in questo senso, come ad esempio Mauro D’Attis”. Per quel che riguarda il tema della costa, il numero uno degli industriali brindisini ha detto di ritenere che “il mare è ricchezza e che questo possa portare degli investimenti perché sia tutelata e successivamente dialogo». 
La richiesta è quella di agire proprio sui vari Piani delle coste per quei Comuni che hanno necessità di aggiornarlo ed allo stesso tempo c’è l’invito ad agire con velocità «perché il cronoprogramma è serrato e bisogna darsi da fare subito». Il tutto andrebbe poi ad inserirsi in un più complesso sistema di investimenti per la valorizzazione del territorio.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA