La droga viaggiava in bus: in 23 rischiano il processo

Lunedì 25 Novembre 2019 di Salvatore MORELLI
I  rifornimenti di droga sull’asse adriatico Brindisi-Ancona-Lecce avvenivano grazie a dei corrieri che utilizzavano il treno. Coinvolta nello spaccio anche una quarta provincia, quella di Catania, raggiunta però in autobus.
 Ora, a conclusione delle indagini dopo quanto scoperto dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Brindisi fra i mesi di aprile e l’estate del 2017, sono 23 le persone che rischiano il processo, fra cui un minorenne. Gli indagati, coinvolti in 17 episodi di spaccio (documentati anche attraverso alcune intercettazioni telefoniche), che hanno ricevuto una notifica da parte della Procura di Brindisi sono: il 24enne R.C., il 37enne L.C., il 30enne C.C., il 25enne D.D.F., il 56enne C.G., il 23enne S.I., il 22enne M.L., il 24enne F.O., il 37enne T.R., il 21enne A.S. e il 23enne C.V., tutti di Brindisi.
 Il 29enne F.B., il 28enne X.H. e il 23enne A.B., sono originari dell’Albania ma vivono in città. Infine, chiude il cerchio per la frangia brindisina il 40enne G.S., di Erchie. Tra gli indagati della zona salentina c’è anche il leccese G.F., 36 anni, di Squinzano, e un albanese, il 27enne A.F., domiciliato a Melissano (Lecce). Sono invece tre le persone che risiedono a Ramacca, in provincia di Catania: il 23enne C.L., il 37enne V.S. e il 25enne V.F., nato però in Albania. In terra marchigiana i due indagti sono il 34enne M.B., di Ancona e il 22enne L.E., residente a Falconara Marittima. A tutti i 23 indagati viene contestato il reato detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti come marijuana e hascisc “made in Albania”, ma in qualche caso anche cocaina. Per il minore si procede separatamente. La spola Brindisi-Ancona (luogo di contatto con i presenuti spacciatori della città Dorica) avveniva quindi in treno. Sono state alcune intercettazioni telefoniche a permettere agli investigatori di localizzare gli spostamenti dei vari corrieri, tra cui quello di un minorenne all’epoca dei fatti. Sarebbero sei gli scambi di droga avvenuti fra i brindisini e gli anconetani. Due sfociati poi in arresti in flagranza di reato. Il 19 maggio 2017, il 22enne L.E. (di Falconara Marittima) e un amico minorenne vennero fermati presso la stazione di Brindisi poco prima di salire a bordo di un treno - diretto nelle Marche - con due chili di marijuana, acquistata poco prima in città. Il 21 agosto 2017, poco dopo essere arrivati alla stazione di Ancona, un 17enne e una ragazza di Brindisi vennero bloccati dai carabinieri del posto con una borsa contenente 1.117 chilogrammi di marijuana. Il 7 maggio 2017, tre brindisini subirono una perquisizione presso un hotel di Rimini, dove furono trovati in possesso di 16 grammi di marijuana e otto grammi di hashish, nonché materiale per il confezionamento di dosi. Furono tutti denunciati a piede libero. Sull’asse Brindisi-Catania, la droga importata dall’Albania andava a finire anche nelle piazze di spaccio del capoluogo siciliano grazie ai contatti fra due fratelli albanesi residenti a Brindisi (il 23enne A.B. e il 29enne F.B) e un connazionale residente in provincia di Catania, il 25enne V.F. Quest’ultimo aveva anche un familiare residente ia Melissano, Lecce. Il 23enne albanese è risultato essere coinvolto anche negli affari con Ancona. Nell’avviso di fine indagini non mancano altre fonti tra la rete degli indagati brindisini, e quella albanese. Il 16 luglio 2017, uno scambio di droga avvenne con il brindisino C.C. in un parcheggio di Brindisi. Il 7 agosto, un cittadino albanese fu bloccato dai carabinieri di Brindisi alla fermata di un autobus, in partenza per Catania, con 923 grammi di marijuana. L’inchiesta che ha condotto i carabinieri sulle vie dello spaccio Brindisi-Ancona e Brindisi-Catania sarebbe nata da una costola di una precedente indagine su una serie di furti commessi nel 2016 nel Brindisino.
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