Una Hydrogen Valley a Brindisi: il progetto del Comune

Una Hydrogen Valley a Brindisi: il progetto del Comune
di Francesco RIBEZZO PICCININ
3 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Novembre 2021, 05:00

Prelazione sui terreni scaduta e nessun rapporto tra il progetto presentato da Comune di Brindisi, Provincia e consorzio Asi con quello del consorzio Prometheus. Su interrogazione del capogruppo del Partito Repubblicano Gabriele Antonino, il sindaco Riccardo Rossi ha fatto chiarezza ieri sul progetto per un impianto di produzione di idrogeno verde candidato da Comune, Provincia ed Asi ai fondi del Just Transition Fund. Il punto di partenza tra consigliere di opposizione e primo cittadino è comune: il cambiamento climatico è un problema che va affrontato a livello globale e ciascuno deve fare la propria parte per evitare una catastrofe globale. È «un obbligo morale» per Rossi quello di provare in ogni modo a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti, tramite un percorso di decarbonizzazione che, come ha ricordato Antonino, riguarda in maniera molto profonda la città di Brindisi, legata da decenni a doppio filo con la produzione di energia da fonti fossili.

Rinnovabili spinose

Il problema delle rinnovabili, ha lanciato l’allarme il sindaco, è dovuto alla presenza di «un ginepraio di regole». Nell’attuale quadro normativo, infatti, molti degli impianti proposti non sono realizzabili. «In Puglia - ha proseguito - dal 2015 abbiamo in vigore il Pptr che stabilisce alcune cose, ovvero che nelle zone agricole, indipendentemente dalla volontà di questa o quella amministrazione, le richieste di realizzazione di impianti da fonti rinnovabili vanno tutte respinte. Ma un suolo agricolo può essere in un Sito di interesse nazionale per le bonifiche? Sì. All’interno del Sin di Brindisi ci sono terreni che fanno parte della zona industriale ma anche aree agricole. Ma dal punto di vista del Pptr non ci sono differenze: i suoli agricoli restano agricoli. Di questo abbiamo discusso molte volte in Regione, per cercare di consentire almeno l’utilizzo delle aree degradate non coltivabili a causa dell’inquinamento, realizzando impianti da fonti rinnovabili e anche fitoremediation».

La proposta della Hydrogen Valley

A precisa domanda di Antonino, Rossi ha chiarito che «dopo la pubblicazione dell’avviso del ministero della Coesione, a valere sui fondi del Jtf, per la presentazione di schede di fattibilità di progetti, noi con l’Asi abbiamo presentato una proposta per realizzare in zona Asi un impianto di produzione di idrogeno tramite energia prodotta da impianti fotovoltaici. Ma non esiste alcun progetto associato a questo», ha detto il primo cittadino specificando che non c’è nessuna corrispondenza né tantomeno alcun rapporto tra questa proposta ed il progetto, ormai di qualche tempo fa, ipotizzato ma mai formalizzato da parte del consorzio Prometheus. «Qualora il ministero - ha aggiunto il primo cittadino - dovesse finanziare la nostra proposta, ci vorranno chiaramente dei soggetti privati per realizzarlo. Ma si farà un project financing, con tutte le evidenze pubbliche necessarie, perché l’Asi possa trovare un soggetto attuatore interessato a questo investimento».
Il consorzio Prometheus, ha sottolineato poi il sindaco, «non ha mai presentato alcun progetto ma all’epoca aveva fatto richiesta all’Asi di una prelazione su 200 o 300 ettari per eventuali progetti di produzione di idrogeno e altro, dicendo che avrebbero chiesto le autorizzazioni all’allora ministero dell’Ambiente». Autorizzazioni che, in realtà, non sono mai state richieste. Non solo, ha chiarito Rossi, «la prelazione del consorzio Prometheus è scaduta». L’Asi, ha aggiunto inoltre, «non ha a disposizione i 200 ettari. Una parte sono suoi ed il resto di privati. Se l’impianto sarà finanziato e ci sarà l’interesse pubblico, si potrà procedere con l’acquisto o con gli espropri». Rossi, infine, ha ribadito l’assenza di qualunque rischio di incidente rilevante.

© RIPRODUZIONE RISERVATA