Falck punta su Brindisi per produrre energia green

Falck punta su Brindisi per produrre energia green
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Giovedì 30 Settembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 10:16

Produzione di energia green, bassissimo impatto paesaggistico e soprattutto livelli occupazionali che, se confermati, potrebbero compensare tutti i posti persi a causa del processo di decarbonizzazione. È un doppio investimento quello che Falck Renewables, tra i principali player europei nel settore delle energie rinnovabili, vorrebbe realizzare a Brindisi. Si tratta, infatti, di un impianto eolico offshore con la tecnologia delle torri flottanti, simile a quello che anche la Iron Solar vorrebbe realizzare tra Brindisi e Otranto. Accanto a questo, tuttavia, l’azienda punta a installare su Brindisi anche un sito produttivo inizialmente per la costruzione dei componenti necessari alla realizzazione del campo eolico, diviso in due blocchi e con un corridoio di tre chilometri per le navi di fronte alle coste del capoluogo, di San Pietro Vernotico e di Torchiarolo. Sito che, successivamente, potrebbe essere utilizzato anche per costruire componenti per altri campi in progettazione nell’Adriatico e nel resto del Mediterraneo.

Il progetto

Un’idea di doppio investimento che l’amministrazione comunale Brindisina ha accolto con interesse. «Il 16 settembre scorso - conferma infatti il sindaco Riccardo Rossi - ho incontrato i rappresentanti di questa azienda, che mi hanno prospettato questo progetto ancora in fase embrionale, nell’ottica di una corretta consultazione del territorio per capire se possa essere accolto con favore. Un progetto che ritengo molto interessante sotto vari punti di vista. Un doppio progetto da un lato pienamente compatibile con l’idea di transizione energetica e con le necessità della decarbonizzazione, che richiedono processi di generazione di energia da fonti rinnovabili. Dunque l’installazione di un parco eolico con la nuova tecnologia delle piattaforme galleggianti, molto al largo della zona di Cerano, ad una quindicina di chilometri circa. Ho chiesto che proiezione di visibilità si ha sulla costa e si dovrebbe vedere qualcosa all’orizzonte di un centimetro e mezzo sul pelo dell’acqua. Quindi un importante contributo all’energia prodotta con fonti rinnovabili e senza impatti paesaggistici».

Ma questo, come detto, non è tutto. «Loro vorrebbero realizzare - prosegue infatti il sindaco - nell’area retroportuale, ma hanno bisogno anche di una banchina, uno stabilimento produttivo delle piattaforme, delle torri e degli aerogeneratori per questo campo eolico, in modo da trasportare poi tutti i componenti via mare. Un particolare importante dal punto di vista occupazionale, che comporta il coinvolgimento di tantissime realtà locali legate all’industria metalmeccanica e navale. Ci hanno prospettato la possibilità di avere circa 1.500 addetti nei cinque anni di lavori necessari, con punte fino a 4.000. Ma vorrebbero utilizzare questo stabilimento produttivo anche per realizzare altri componenti per altre possibilità che si aprirebbero nell’Adriatico e nel Mediterraneo».
I rappresentanti dell’azienda hanno già incontrato anche i vertici dell’Autorità di sistema portuale per descrivere il progetto e le necessità in termini di banchine. «Io penso - dice Rossi - che ci siano gli spazi necessari all’interno del porto. Per il momento, loro non hanno ancora individuato un’area. Io ne ho suggerita una ma in questo momento è prematuro parlarne. Possiamo considerare ovviamente altre localizzazione, l’importante che il sito sia perfettamente utilizzabile e disponibile entro il 2024, data prevista per l’inizio delle operazioni.
Non è escluso, tra l’altro, che questo investimento possa collegarsi con la produzione di idrogeno. «Per il momento - chiarisce Rossi - non si è parlato della possibilità che l’energia prodotta possa alimentare degli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno, anche se questa possibilità c’è. Nel primo incontro, ad ogni modo, non se ne è discusso».
Un progetto che, conclude il primo cittadino, «noi accogliamo con grande favore e del quale seguiremo gli sviluppi, perché ci sembra una grande opportunità per il territorio. Dopo di che, discuteremo nel dettaglio una volta che il progetto farà dei passi in avanti. Ma l’azienda è una delle più grandi del mondo in questo settore ed a loro ho manifestato tutta la mia attenzione e condivisione rispetto al progetto».

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