Latiano, obbligo di dimora per il giudice Galiano. Ha tardato a firmare dai carabinieri

Giovedì 23 Giugno 2022 di Roberta GRASSI
La conferenza stampa degli arresti

Era sottoposto all'obbligo di firma, ma avrebbe violato le prescrizioni e per questo la misura è stata aggravata: il giudice Gianmarco Galiano, a processo per corruzione in atti giudiziari e altro genere di contestazioni, non potrà muoversi dalla sua Latiano in virtù di un obbligo di dimora emesso dal Tribunale di Potenza. Il processo a cui è sottoposto dovrebbe iniziare il 27 giugno prossimo, giorno di astensione dei penalisti, e quindi molto probabilmente slitterà. 

La vicenda giudiziaria

Galiano era stato arrestato il 28 gennaio 2021 insieme ad altre cinque persone: il consulente, ritenuto suo braccio destro, Oreste Pepe Milizia, l’imprenditore del settore surgelati Massimo Bianco, l’ex moglie e avvocata, Federica Spina, l’avvocato Francesco Bianco e Annalisa Formosi, presidente dell’ordine degli Ingegneri di Brindisi. Gli ultimi tre erano stati posti ai domiciliari, i primi in carcere. In tempi diversi sono tutti ritornati in libertà. Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari della guardia di finanza di Brindisi, coordinati dal procuratore di Potenza Francesco Curcio e dal sostituto Sarah Masecchia, il giudice Galiano avrebbe ricevuto per sé parte dei risarcimenti del danno concessi dalle assicurazioni in due cause civili: una del 2007, che si era occupata della morte di una ragazza di 23 anni, e un giudizio su bambino nato con traumi permanenti per colpa medica.

L'ammontare

Nel primo caso 300mila euro sarebbero stati messi a disposizione del giudice attraverso il conto intestato alla suocera. Nel secondo, l’importo ricevuto ammonterebbe a 150mila euro. L’inchiesta si è anche occupata di una serie di sponsorizzazioni ruotate attorno ad alcune imprese sportive della barca Kemit di Galiano e a un consistente numero di consulenze concesse a professionisti ritenuti amici, nell’ambito dell’attività della sezione fallimentare del tribunale di Brindisi. I familiari del bambino si sono costituiti parte civile.

In 20 sono a processo

Il gup di Potenza nello scorso aprile aveva  disposto il processo per 20 persone. Si trattava in particolare di 17 rinvii a giudizio (incluso il giudice civile, che non si è mai dimesso e si professa innocente), mentre 3 persone hanno scelto di essere processate con rito abbreviato. Le accuse formulate sono a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, riciclaggio, autoriciclaggio, falso in atto pubblico. Galiano è difeso dall'avvocato Raul Pellegrini

 

Ultimo aggiornamento: 19:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA