Presunte mazzette per la “Città dei giovani”: a giudizio anche l'ex sindaco di Fasano

Presunte mazzette per la “Città dei giovani”: a giudizio anche l'ex sindaco di Fasano
di Alfonso SPAGNULO
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Sabato 4 Giugno 2022, 20:13 - Ultimo aggiornamento: 20:42

In 20 a processo. Il gup del Tribunale di Brindisi Maurizio Saso ha disposto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati nell’ambito dell’indagine della Procura della Repubblica di Brindisi su Fasano. Il dibattimento, che inizierà il 16 gennaio 2023, si celebrerà dinanzi al primo collegio del Tribunale di Brindisi, nell’aula Metrangolo. L’udienza preliminare, inizialmente fissata per il 6 luglio dell’anno scorso e più volte rinviata, si è tenuta martedì scorso. 
Il procedimento penale vede tra gli imputati, per tentativo di concussione, l’ex sindaco Donato De Carolis.

La vicenda

La Procura gli contesta di aver chiesto una mazzetta da 150mila euro all’imprenditore Fabio Ghirelli per evitare ostacoli al progetto presentato da quest’ultimo avente ad oggetto la riqualificazione edilizia ed urbana dell’area dell’ex Metalsiderurgica Liuzzi, il cosiddetto progetto “Città dei giovani”. Nella stessa inchiesta risultano indagati, a vario titolo, oltre a De Carolis (che nega ogni addebito), due dirigenti comunali che sono accusati di abuso d’ufficio, 14 titolari di pubblici esercizi che hanno installato all’esterno dei loro bar, pizzerie e ristoranti un dehor, indagati per occupazione abusiva di suolo pubblico, un noto pregiudicato fasanese e due presunti “prestanome” di quest’ultimo, indagati per intestazione fittizia di beni. Per quanto concerne i dehor a tutti gli esercenti indagati il pm contesta il fatto che le autorizzazioni che hanno ricevuto dal Comune per l’installazione dei gazebo sarebbero illegittime e, in più, il fatto che la maggior parte di loro non ha rimosso le strutture nonostante le determine emesse dall’ente locale. Il gup, accogliendo le richieste del sostituto procuratore della Repubblica Luca Miceli, titolare del fascicolo, ha disposto un unico processo per tutti gli imputati. All’epoca a condurre le indagini furono i militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Fasano. 

Tre i filoni d'inchiesta: un procedimento principale incardinato nel 2017 al quale poi ne sono stati riuniti altri due nel 2018 e nel 2020. 

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