Ruba le credenziali di accesso ai conti bancari e si impossessa di 430mila euro: arrestato 26enne brindisino

Il responsabile è un 26ennne nato in Germania ma residente a Erchie

Giovedì 14 Ottobre 2021

Aveva truffato tre persone, convincendole, attraverso email fraudolente, a fornirgli le credenziali di accesso ai conti correnti bancari ed entrando così in possesso di circa 430mila euro. Il raggiro è stato però scoperto e così per l'uomo, un 26enne nato in Germania ma residente a Erchie, in provincia di Brindisi, è scattato l'arresto: il giovane è stato prelevato dalla sua abitazione dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Brindisi, insieme ai militari della stazione di Erchie, che hanno eseguito un mandato di arresto europeo per frode informatica e spionaggio di dati, emesso dalla Pretura di Bamberga (Germania), tamite la Corte d'Appello di Lecce. Il giovane è accusato anche di possesso e fabbricazione di documenti falsi.

 

Il kit del falsario

Quando i carabinieri hanno bussato alla sua porta e hanno successivamente perquisito la casa del 26enne, hanno trovato decine di telefoni cellulari, due pc, nonché numerosi dispositivi informatici, tra cui un portafoglio elettronico di criptovalute ed in particolare 226 documenti falsi già preparatati, nascosti all'interno di un divano nel soggiorno. Non solo: in casa aveva anche tre macchinari per la fabbricazione degli stessi documenti (per stampare, plastificare e apporre il relativo sigillo di garanzia), ritrovati all'interno di una botola ricavata sotto la mattonella in camera da letto.

 

Le indagini in Germania

Il giovane è accusato di aver sottratto 430mila euro a tre ignari cittadini tedeschi, destinatari di email di phishing: grazie a questi messaggi di posta elettronica, il 26enne sarebbe riuscito ad entrare in possesso delle credenziali di accesso bancarie. Dopodiché, con centinaia di bonifici, aveva trasferito il denaro su numerosi conti correnti da lui accesi e presso emittenti di criptovalute servendosi di nomi di fantasia. Ora si trova nel carcere di Brindisi. Alle attività hanno partecipato, oltre a militari specializzati in indagini telematiche del Nucleo investigativo, anche tre unità della polizia tedesca, dipartimento Criminalità informatica, che hanno aiutato l'Arma durante l'operazione.

Ultimo aggiornamento: 18:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA