Brindisi, eolico offshore: terminata la valutazione preliminare del progetto

L'impatto visivo del parco eolico offshore
L'impatto visivo del parco eolico offshore
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Giovedì 26 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:23

Falck Renewables e BlueFloat Energy analizzeranno e dettaglieranno tutte le attività (ante operam, corso d’opera, post operam) relative al progetto Kailia Energia, il parco eolico offshore galleggiante che le due aziende vorrebbero realizzare a poco meno di 9 chilometri dal litorale, lungo la costa di Brindisi e fino a quella di San Cataldo. E questa è solo una delle raccomandazioni, delle quali le aziende terranno conto nella redazione della documentazione per l’iter autorizztivo, contenute nei pareri tecnici della commissione che si è occupata della procedura di definizione dei contenuti dello studio d’impatto ambientale, il cosiddetto “scoping”, ormai conclusa da qualche giorno, per l’impianto Kailia Energia, composto secondo il progetto da 98 aerogeneratori, per una capacità complessiva di 1,2 gigawatt. Pareri tecnici che riflettono anche le istanze emerse durante il confronto con i territori, oltre che con i portatori d’interessi.

La fase di scoping

Si tratta, per la precisione, di una fase preliminare - e facoltativa - rispetto alla Valutazione di impatto ambientale (Via) e rappresenta in sostanza un’opportunità per consentire di definire preventivamente i contenuti della documentazione da presentare, in particolare lo Studio di impatto ambientale, e quindi ottenere un risparmio in termini di tempo e di risorse. Dopo l’analisi dei documenti presentati e in considerazione delle osservazioni pervenute, fanno sapere le aziende, la commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – Pnrr – Pniec - sottocommissione Pniec del ministero della Transizione Ecologica ha indicato gli aspetti progettuali e ambientali “da approfondire e sviluppare con relativo livello di dettaglio” nella preparazione dello Studio di impatto ambientale per ciascun parco. «La procedura di scoping e il dettaglio delle raccomandazioni - chiariscono Falck Renewables e BlueFloat Energy - sono a garanzia della rigorosità dei progetti, coerenti con il percorso di transizione energetica in atto in Italia». Sulla base delle raccomandazioni inserite nei pareri tecnici della commissione, che riflettono come detto anche le istanze emerse durante il confronto con i territori, le due aziende analizzeranno e dettaglieranno tutte le attività (ante operam, corso d’opera, post operam) relative ai progetti. Allo stesso tempo, Falck e BlueFloat «proseguono nell’interlocuzione con i territori interessati, mantenendo aperto un canale di confronto costruttivo con amministrazioni, associazioni e società civile».

Le ricadute locali

La capacità installata prevista di Kailia Energia sarà pari a circa 1,2 gigawatt, per una produzione annuale stimata pari a circa 3,5 terawatt/ora, equivalente al consumo di poco meno di un milione di utenze domestiche italiane e alla mancata emissione in atmosfera di oltre due milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Secondo i dati forniti dalle aziende, rilevanti sarebbero anche le ricadute economiche e sociali per la realizzazione del parco eolico. Si parla, per la precisione, di 1.500 posti di lavoro diretti durante le fasi di fabbricazione, assemblaggio e costruzione del parco, con punte fino a 4.000 nei periodi di massima necessità; dopo l’entrata in esercizio del parco, si stimano circa 150 posti stabili per attività di manutenzione, di cui circa l’80% da risorse locali. Non solo. Si parla anche del «coinvolgimento prioritario delle aziende del territorio per le forniture di beni e servizi per realizzazione e manutenzione del parco eolico marino, con valorizzazione della manodopera locale e ampliamento delle competenze correlate alla sostenibilità energetica» ma anche di «ricadute positive sul settore terziario per servizi complementari e di ausilio alle attività del parco eolico marino». Tra le ricadute previste, anche la valorizzazione del porto di Brindisi, «con la possibilità sia di diversificare natura delle infrastrutture, quantità e qualità dei servizi offerti a supporto dell’eolico marino galleggiante sia di fare sistema tra porti, con le reti di trasporto, la filiera produttiva locale e le flotte marittime locali». Infine, la «spinta all’innovazione e alla ricerca e sviluppo per le università e distretti tecnologici del territorio». A tutto questo si aggiunge anche la possibilità di produzione di idrogeno verde. «Grazie alla sua elevata produttività, la tecnologia dell’eolico marino - evidenziano Falck e BlueFloat - è una delle soluzioni che maggiormente possono contribuire alla produzione di idrogeno verde. Il potenziale di produzione di idrogeno verde attesa per l’impianto di Kailia Energia corrisponde a circa 90mila tonnellate all’anno. L’idrogeno così prodotto potrà essere sfruttato per la mobilità o per la riconversione delle industrie energivore. Questa tecnologia consente di aumentare l’indipendenza energetica del Paese permettendo a famiglie ed imprese un cospicuo e concreto risparmio sui costi dell’energia».

L'impatto visivo

Da contraltare fa l’impatto visivo. Secondo gli studi dell’azienda, le pale, alte circa 300 metri, avranno un’altezza percepita «molto bassa». A 6 chilometri dal parco eolico l’altezza percepita sarà di 15 metri, «non più di un traghetto di medie dimensioni».

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