Enel, ecco gli investitori su Brindisi. Le società Act Blade e Standex pronte ad assumere

Venerdì 1 Aprile 2022 di Francesco RIBEZZO PICCININ
Una delle pale eoliche realizzate da Act Blade

Non solo impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili ma anche l’intera filiera costruttiva. Questo vanno chiedendo, da tempo, istituzioni locali, sindacati, associazioni datoriali. E questo ha confermato Enel nell’incontro di lunedì, al quale hanno partecipato, per l’azienda, il responsabile affari istituzionali Gaetano Evangelisti ed il responsabile generazione a carbone Italia Nicola Bracaloni. Sono stati loro ad esporre ai presenti, su invito del sindaco Riccardo Rossi, i programmi di Enel per il polo energetico di Brindisi, che prevedono investimenti per circa un miliardo di euro.

Gli investimenti 

E tra i punti più significativi, soprattutto in termini di compensazione dei posti di lavoro che si andranno a perdere con lo spegnimento della centrale “Federico II” entro il 2025, c’è sicuramente quello della filiera costruttiva delle rinnovabili, legata a doppio filo tra l’altro con la Zes e con la Zona franca doganale chiesta ed ottenuta proprio da Enel nei pressi di Costa Morena Est. Sono due infatti, almeno per il momento, le aziende che hanno firmato altrettante lettere d’intenti per insediarsi proprio all’interno della Zona franca doganale. Prevista occupazione per 140 persone. Si tratta, per la precisione, di Act Blade e di Standex International.

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Act Blade

La prima, in particolare, si occupa della realizzazione di pale eoliche innovative ricoperte da uno speciale tessuto tecnico, secondo i principi adottati per le vele degli yacht da regata della Coppa America. Una tecnologia che potrebbe comportare vantaggi interessanti dal punto di vista economico ed ambientale. Le pale, infatti, sono costituite da una struttura in materiale composito e poi rivestite di tessuto tecnico dunque, a parità di peso, raggiungono maggiori dimensioni e garantiscono quindi maggiore produzione di energia. Il tutto con costi produttivi inferiori rispetto alle pale “tradizionali”. Non solo. Le pale di Act Blade, infatti, sono composte da un tessuto riutilizzabile e da elementi più facilmente separabili rispetto alle pale convenzionali, quindi consentono un recupero più semplice una volta che le pale vengono smantellate al termine della loro vita utile. L’azienda scozzese, nell’autunno dello scorso anno, ha siglato una partnership con Enel Green Power.

Standex International

La seconda, invece, è una multinazionale che si occupa di materiali plastici per moltissimi utilizzi diversificati, dal cibo all’elettronica. In questo caso, da qualche tempo sta sviluppando proprio insieme ad Enel un progetto relativo alla produzione di moduli fotovoltaici tramite il riciclo di materiali plastici. Un progetto che il Ceo di Standex David Dunbar ha definito «tra le priorità strategiche di Enel».

I commenti

Un risultato, quello dell’incontro di mercoledì, salutato con soddisfazione dal Movimento 5 Stelle di Brindisi, autore dell’ordine del giorno sul futuro del polo energetico passato in consiglio comunale quasi all’unanimità. Proprio la proposta di insediamento delle due aziende, Act Blades e Standex, «ci convince delle serie intenzioni di Enel di sfruttare appieno le opportunità che Zes e Zone franche doganali possono dare sul nostro territorio. Troviamo incoraggiante anche l’avvio delle dismissioni in zona retro portuale, poiché con tali prime operazioni le imprese locali possono acquisire certificazioni e know how utili per quelle che poi saranno le dismissioni e le bonifiche del sito di Cerano. La consapevolezza che si sia solo all’inizio di un processo di riconversione virtuosa non può però consentire di abbassare la guardia. Le imprese che potranno insediarsi nelle aree della Federico II e nell’area retrostante quello che sarà l’ex molo carbone potranno essere molte di più e ciò dipenderà anche dalla capacità degli Enti di rendere il nostro territorio sempre più attrattivo per gli investimenti», sostengono i consiglieri Gianluca Serra e Tiziana Motolese. Molto preoccupati soprattutto per i livelli occupazionali i Cobas, per i quali il progetto di Enel «non è esaustivo», pur rappresentando una interessante base di partenza.

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 16:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA