Brindisi, due mesi di stallo: Provincia ancora senza deleghe

Brindisi, due mesi di stallo: Provincia ancora senza deleghe
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Giovedì 28 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:55

Non ha ancora distribuito le deleghe speciali ai consiglieri, considerato che la giunta non esiste più dalla riforma Delrio, né ha nominato il suo vice il presidente della Provincia di Brindisi Toni Matarrelli. Eppure, tra poco saranno trascorsi due mesi dalla sua elezione e quattro dal rinnovo del consiglio provinciale. Questo significa, in sostanza, che Matarrelli ha dovuto occuparsi da solo di tutte le questioni di competenza dell’ente, dunque dal lavoro sul bilancio, completato e licenziato dallo stesso presidente nei giorni scorsi (ma ancora non passato in Consiglio) insieme alla copiosa e fondamentale documentazione allegata come il Piano triennale delle opere pubbliche fino alla gestione delle varie progettazioni relative agli interventi candidati e da candidare al Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare relative a edilizia scolastica e rete viaria provinciale, ed alle questioni legate alle autorizzazioni ambientali di competenza dell’ente di via De Leo.

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Il doppio ruolo

Un compito particolarmente complicato, se si pensa che, in aggiunta, come tutti i presidenti di Provincia Matarrelli è anche sindaco della sua città, Mesagne. Che tra l’altro in questi mesi ha dovuto affrontare, oltre alle difficoltà quotidiane degli enti locali, una sfida complessa e impegnativa come la candidatura a Capitale italiana della cultura, arrivando fino alla finale. Non a caso, il suo predecessore, Riccardo Rossi ha sempre dichiarato di avere deciso per le dimissioni da presidente della Provincia, oltre ad altri motivi, in modo da potersi occupare a tempo pieno delle questioni riguardanti il Comune di Brindisi del quale è sindaco. Pur essendo affiancato da una squadra di consiglieri delegati e, soprattutto, non dovendo occuparsi di questioni straordinarie come quelle legate al Pnrr.

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Lo stallo

Non è noto, ad oggi, il motivo per il quale Matarrelli non abbia ancora distribuito le deleghe consiliari. Potrebbe trattarsi di una questione di equilibri politici. Oppure della speranza che qualcosa nella legislazione nazionale relativa alle Province cambi. In effetti, pur non essendo ancora iniziato l’esame del provvedimento, in discussione al Senato c’è una proposta di legge che prevede la reintroduzione degli assessori provinciali. Ma la questione sembra rimasta sospesa dal 4 marzo scorso, dopo l’assegnazione della proposta alla commissione Affari costituzionali. A metà dello scorso mese, dopo avere annunciato, entro pochi giorni, il primo incontro con la sua maggioranza, il presidente della Provincia aveva detto: «Dobbiamo vedere se arrivano notizie rispetto al possibile ritorno della giunta». Con riferimento proprio al disegno di legge sulla reintroduzione degli assessori metropolitani e provinciali, a prima firma del senatore Pd Dario Parrini. «Ci sono comunque – aveva aggiunto – urgenze ed incombenze da affrontare. Ad ogni modo, già giovedì chiederò ai consiglieri disponibilità e propensioni. Dopo di che, decideremo tutti insieme. Devo dire che già si nota che c’è una sintonia abbastanza sentita. Del resto, ci conosciamo già tutti». Nonostante l’ottimismo, tuttavia, il nodo non è stato ancora sciolto mentre i colleghi degli altri territori come il salentino Stefano Minerva, dopo le elezioni andate in scena in questo caso il 24 gennaio scorso, hanno già provveduto a nominare vice presidente e distribuire le deleghe consiliari.

Il voto

Matarrelli è stato eletto presidente dopo le elezioni del 6 marzo scorso. Un passaggio che ha legittimato la presenza del sindaco di Mesagne alla guida della Provincia. Matarrelli, infatti, ha svolto il ruolo di presidente facente funzioni, dopo le dimissioni di Rossi, dallo scorso mese di gennaio, avendo modo di misurarsi quindi con le principali materie di competenza dell’ente, in particolare viabilità ed edilizia scolastica. Il presidente è risultato vincitore della tornata elettorale con la lista “Provincia unita e democratica”, che mette insieme Pd, Europa verde, Partito socialista e movimenti civici, superando lo sfidante Angelo Palmisano, sindaco di Ceglie Messapica, che era riuscito ad unificare tutto il centrodestra: Forza Italia, Lega, Idea, Udc ed anche Fratelli d’Italia. Il rinnovo del consiglio provinciale, invece, risale al 18 dicembre scorso.

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