Droga, armi ed estorsioni: 11 arresti nel Brindisino. Accusati di associazione a delinquere per traffico di stupefacente

Droga, armi ed estorsioni: 11 arresti nel Brindisino. Accusati di associazione a delinquere per traffico di stupefacente
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Lunedì 31 Gennaio 2022, 09:30 - Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 07:06

Droga, armi, estorsioni: sono 11 le persone arrestate dai carabinieri di San Vito dei Normanni.

L'operazione dei carabinieri

Con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, estorsioni e armi, i carabinieri di San Vito dei Normanni hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 persone. In tutto sono 11 i destinatari della misura restrittiva di cui due residenti all'estero, in Germania. Il provvedimento, disposto dal gip di Lecce su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, è stato emesso nei confronti di persone residenti a Brindisi e in provincia a Mesagne, Ostuni e San Pietro Vernotico. In tutto sono 30 gli indagati.

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In carcere sono finiti: Leonardo Bacile (50 anni, di Mesagne), Roberto Carbone (52 anni, di Mesagne), Mario Chirico (52 anni, residente a Ostuni), Michael Sanfedino (30 anni, di Mesagne), Gianluca Zito (45 anni, di Mesagne).. Gli arrestati ai domiciliari:Luigi Carbone (24 anni, di Mesagne), Luca Chirico (29 anni, di Mesagne), Luigi Di Dio (55 anni, di Mesagne), Fabio Ferruccio (33 anni, di Mesagne), Valentina Soliberto (42 anni, di Brindisi), Simone Tondo (27 anni, di Mesagne).

L'inchiesta è partita da un attentato compiuto nei confronti di un maresciallo dei carabinieri, all'epoca in servizio nella stazione di Latiano al quale nella notte del 16 agosto 2019 fu incendiata l'autovettura privata, parcheggiata vicino a casa. Stando a quanto accertato, si trattava di una ritorsione nei confronti del sottufficiale che aveva multato, per violazioni del Codice della strada, un pregiudicato di Mesagne (Brindisi) ritenuto dagli investigatori vicino ad affiliati alla Sacra corona unita. Dagli approfondimenti condotti, è poi emersa l'operatività di presunti trafficanti di droga, attivi a Mesagne, Brindisi e San Pietro Vernotico, su cui si sono concentrate le indagini coordinate dalla Dda di Lecce e seguite anche dalla Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell'Interno. Gli inquirenti ritengono che vi fosse un legame tra l'organizzazione e alcuni esponenti di spicco della Scu, a riprova dell'operatività sul territorio della provincia di Brindisi di strutture criminali finalizzate al narcotraffico. Non è contestata l'associazione di stampo mafioso, ma il gruppo in questione sarebbe stato capeggiato dal fratello di un boss Scu ucciso in un agguato, e composto da figli e parenti di altri componenti di clan locali. Il traffico avrebbe riguardato circa 50 chili di sostanze stupefacenti di vario tipo: marijuana, hashish e cocaina. Sarebbero state rifornite le piazze del Brindisino, ma anche località in provincia di Verona. L'associazione per delinquere avrebbe avuto disponibilità di pistole e fucili e sarebbe stata in grado di reclutare anche persone insospettabili: camionisti, commercianti e professionisti in contatto con la pubblica amministrazione.

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