Il giovane infermiere si laurea online ed è pronto alla sfida

Mercoledì 25 Marzo 2020 di Danilo SANTORO
L'emozione per aver raggiunto un traguardo personale ambito. Frutto di sacrifici. Lontano casa per almeno tre anni. Senza le domeniche con gli affetti familiari più cari. Senza i primi bagni in primavera, quando la gente al sud è già pronta per l'estate, mentre al nord si fa fatica a togliere le giacche. Sacrifici che hanno però sempre un punto finale, identificato per gli studenti universitari come il giorno della seduta di laurea, emblema della voglia di gioire e abbracciare, chi con te ha sofferto a distanza e che in macchina o in treno è pronto ad attraversare l'Italia per non far mancare la propria presenza in questo giorno importante.

Ed era questo il desiderio di Marco Punzi, giovane studente di Ostuni, che terminato il suo percorso di studi in Scienze infermieristiche avrebbe dovuto laurearsi in sede a Ferrara, la città che per tre anni è stata la sua residenza temporanea.
In tempi di coronavirus, però, l'urlo di gioia, di stringere la mano con soddisfazione alla commissione di laurea e di abbracciare i suoi affetti più cari, diventano utopia, e bisogna accontentarsi del traguardo tagliato in video conferenza. Questa volta a distanza, con i docenti seduti dall'altra parte dello schermo, e la discussione in modalità telematica. L'obiettivo raggiunto, con soddisfazione, riesce a smorzare, comunque l'insolita seduta, triste nei contorni, ma carica di orgoglio nel risultato finale.

«Ebbene sì, dopo tre anni trascorsi ad inseguire il mio sogno ho conseguito finalmente la laurea in infermieristica. Dentro di me pensavo come sarebbe stato. Mai avrei immaginato di laurearmi in un periodo in cui la sanità vive momenti drammatici e le lauree si tengono in modalità on line. Immaginavo la mia laurea circondato dagli amici, dalle persone a me care, dalla stretta di mano della commissione, il tutto seguito dai vari festeggiamenti. Tutto questo sinceramente mi è mancato».

Racconta, così, con un velo di malinconia, solo temporanea, però, Marco Punzi il giorno di festa mancato, rinviato però ad un'altra data, almeno per gli abbracci con gli amici. «Mi sono ritrovato seduto alla mia scrivania, nella mia stanza ad interfacciarmi con la commissione attraverso uno schermo. Le emozioni vengono filtrate, ed è come se in realtà non ti fossi mai laureato. Tu lì da solo, in silenzio, ad affrontare uno dei giorni più belli della vita. Scorro le slide, parlo, mi agito e alla fine la commissione mi proclama dottore in scienze infermieristiche; chiudo la connessione ed è tutto finito. Ho spiega Punzi - solo condiviso la gioia del momento con la mia famiglia».

Ma ora la carriera universitaria e da studente per il laureato della Città Bianca è solo un ricordo. In una situazione di grave emergenza sanitaria in tutta la nazione, anche chi ha da poco terminato il percorso di studi, potrebbe ritrovarsi già operativo dentro i reparti. «Noi neolaureati siamo chiamati a fronteggiare questa drammatica emergenza, catapultati dichiara - il neo dottore in Scienze infermieristiche ostunese - in un contesto che ancora non ci appartiene del tutto, ma pronti a mettere a disposizione tutta la nostra competenza e umanità come ci hanno insegnato durante il percorso di studio. Augurandoci che tutto ciò finisca al più presto, noi professionisti ci siamo e ci saremo sempre. Voi rimanete a casa». © RIPRODUZIONE RISERVATA