Brindisi, il Municipio è senza funzionari: si corre ai ripari con il personale della partecipata

Brindisi, il Municipio è senza funzionari: si corre ai ripari con il personale della partecipata
di Francesco RIBEZZO PICCININ
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Sabato 18 Settembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 15:07

Municipio senza funzionari. E così, per mandare avanti l’attività amministrativa, il Comune corre ai ripari e chiede l’aiuto del personale della Brindisi Multiservizi. Il servizio di supporto amministrativo agli uffici del Comune era già stato avviato in via sperimentale dal mese di ottobre dello scorso anno con sei unità di personale e, alla scadenza del 31 dicembre 2020, prorogato anche per l’anno in corso. Ma ora, alla luce di ulteriori 28 pensionamenti, che si aggiungono ai tanti degli anni passati ed al blocco delle assunzioni dovuto prima alle scelte nazionali e poi alle limitazioni imposte dal predissesto, l’amministrazione si è trovata in una situazione ancora più difficile. E così, ha deciso con un’apposita delibera di giunta di rimodulare, “almeno nel breve periodo, le condizioni dell’affidamento alla società partecipata del servizio di supporto amministrativo, previsto e contabilizzato nel Piano industriale della società con decorrenza dall’1 gennaio 2021 ma ad oggi non attivato”. Da mercoledì scorso, dunque, sei unità di personale della Brindisi Multiservizi prestano nuovamente il proprio servizio “per attività e operazioni di supporto e ausilio amministratvo”. Non, tuttavia, per 25 ore settimanali come previsto dal disciplinare che avrebbe dovuto regolare bensì per 36. A dimostrazione della gravità della situazione dei numeri del personale a palazzo di città.

L'allarme del sindaco

In effetti, appena pochi mesi fa era stato proprio il sindaco Riccardo Rossi a lanciare l’allarme. In municipio, infatti, lavora poco più di un terzo del personale previsto dalla pianta organica del 2015. In quell’anno, infatti, l’ultimo nel quale si è applicata la vecchia modalità per quantificare le necessità di personale, a palazzo di città avrebbero dovuto lavorare 650 persone. Oggi, invece, ce ne sono in tutto 293. Attualmente, per la verità, la dotazione organica si calcola in modo differente, ovvero sommando al personale attualmente in servizio, quello che l’ente prevede di assumere nel triennio, in questo caso 2021-2023. Considerato, tuttavia, che nel 2020 non sono state effettuate le assunzioni previste e che, dunque, tutto il piano triennale 2020-2022 è di fatto slittato, la dotazione organica calcolata con il nuovo metodo ammonterebbe a poco meno di 340 unità. Dunque qualcosa in più della metà di quella prevista appena cinque o sei anni fa.

I numeri

Il problema, tuttavia, è che oggi, in sostanza, ad occuparsi dei veri e propri servizi al cittadino, oggi, ci sono appena 157 persone. Dai 293 attualmente in servizio, infatti, vanno sottratti i 78 dipendenti della polizia municipale ed i 52 ex Lsu, oggi “Categoria A”, dunque uscieri ed altro personale con funzioni non impiegatizie. Un numero bassissimo già per l’ordinaria amministrazione. Figurarsi, poi, per fare fronte al lavoro necessario se e quando arriveranno sul territorio i fondi relativi al Recovery ed al Contratto istituzionale di sviluppo. Una situazione drammatica confermata dal sindaco Rossi che, già da tempo, parla di «stadio terminale».
Il primo cittadino, poco prima dell’estate, si era detto ottimista rispetto al fatto che si fosse aperta «una discussione a livello governativo. È chiaro, infatti, che le politiche di turnover degli ultimi 15-20 anni, e l’accelerazione impressa dalla “Quota cento” che nel 2020 ha portato a 50 pensionamenti, hanno ridotto all’osso il personale». Anche senza la sospensione delle norme più restrittive, previste dalla legge Fornero, la media di pensionamento è stata, negli anni precedenti, tra le 35 e le 40 unità annue.

Le difficoltà burocratiche

«Le procedure di acquisizione di nuove risorse umane – aveva aggiunto il sindaco - sono estremamente complesse. A tutto questo si aggiungono i vincoli imposti ai Comuni in fase di equilibrio. Un problema piuttosto diffuso che riguarda Brindisi ma anche, ad esempio, Lecce ed Andria. Ci sono, infatti, procedure aggiuntive e la necessità di soddisfare determinati parametri. E anche se i parametri sono rispettati, serve comunque l’ulteriore autorizzazione da parte della Commissione di controllo degli enti locali». Questo, conferma Rossi, «ha portato sostanzialmente al blocco ed alla paralisi. L’anno scorso, infatti, non siamo riusciti a fare nessuna delle assunzioni previste, pur avendo fatto richiesta per 31 nuovi posti». In questa situazione, lancia l’allarme il sindaco, «tutti i settori sono in fortissima sofferenza a causa della carenza di personale. Cosa evidente già sull’ordinario. Dunque, bisogna dirlo chiaramente: se dovessero arrivare tutti i fondi di cui si parla, tra Cis e Recovery, Brindisi, come moltissimi Comuni italiani, non reggerebbe. Da marzo, però, la situazione non è migliorata, tanto che il Comune è stato costretto a ricorrere nuovamente al supporto amministrativo dei funzionari Bms, aumentando considerevolmente il numero di ore settimanali.

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