Bomba, il 15 dicembre il disinnesco. Da evacuare case, clinica e carcere: fuori casa 53mila persone

Venerdì 22 Novembre 2019
L'area da evacuare
La città sarà evacuata all’alba di domenica 15 dicembre. E’ quanto deciso nella lunga riunione tenuta nella Prefettura di Brindisi per stabilire tempi e modalità per le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico inesploso trovato dinanzi il cinema Andromeda di Brindisi lo scorso 2 novembre. Interessati dal piano anche la clinica Salus, il carcere di via Appia e il dormitorio.

Saranno 53 mila i brindisini che dalle ore 5 del 15 dicembre dovranno lasciare momentaneamente le proprie abitazioni, deflusso che dovrà terminare entro le 8. Solo dopo gli artificieri inizieranno l’intervento di disinnesco dell’ordigno, operazione che presumibilmente durerà due ore. Il residuato, una bomba d’aereo sganciata dagli inglesi nel novembre del 1941, pesa poco più di 200 chili e contiene 40 chili di tritolo. Non verrà fatto brillare sul posto ma reso inoffensivo per consentirne il trasbordo in una cava.

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Alle forze dell’ordine si uniranno oltre 400 volontari della Protezione civile per l’assistenza nei centri di ricovero che saranno allestiti. Sono esclusi dall’evacuazione i quartieri Casale, Paradiso, l’area ovest di Sant’Elia, quella più a nord-est dei Cappuccini, l’intera area dell’ospedale Perrino, il quartiere La Rosa e la frazione di Tuturano.

«Ora si aprono tanti scenari complicati come l’evacuazione della Salus, del dormitorio, del carcere e nonsolo», ha detto il comandante della polizia locale e responsabile della Protezione civile comunale, Antonio Orefice. «L’invito - dice il comandante - è quello di lasciare le proprie abitazioni al massimo entro le ore 8. Noi saremo pienamente operativi già dalle 5 del mattino. Stiamo verificando, nel frattempo, la fattibilità di una evacuazione per scaglioni ma va tutto pianificato». In molti, però, in questi giorni hanno apertamente dichiarato di non avere nessuna intenzione di muoversi.

«Voglio solo ricordare - sottolinea però Orefice - che chi non si allontana da casa è passibile di denuncia penale per mancata ottemperanza di un’ordinanza sindacale». Tra l’altro, il gas sarà staccato e dunque per chi dovesse restare incasanonci saranno né acqua calda né termosifoni. Ancora incerto, invece, l’orario di conclusione delle operazioni. «Prima cominciamo - risponde il comandante - e prima finiamo.Ma sarà fondamentale la collaborazione della cittadinanza». Che sarà informata attraverso un capillare piano di comunicazione. «Le informazioni - annuncia Orefice - saranno veicolate in tutti imodi: dai comunicati stampa ai social. Vedremo anche di utilizzare il volantinaggio porta a porta, per quanto possibile. Poi nella giornata prevista allestiremo due o tre veicoli con altoparlanti che avvertano la cittadinanza. Vedremo anche di trovare un modo per dare un segnale o con una sirena o attivando contemporaneamente su tutti i mezzi in giroper lacittà le sirene».

Per le persone impossibilitate a muoversi, sarà la Asl ad organizzare il trasporto in strutture adeguate. Per le persone in fine vita, invece, la questione si fa più complessa, tanto che si sta pensando aduna sorta di liberatoria. Ed anche il carcere andrà evacuato, secondo quanto emerso nella riunione di ieri. E perfino le strutture di polizia e quelle militari, all’interno delle quali dovrebbero rimanere soltanto il presidioper le armerie. Sarà attivo anche un presidio anti sciacallaggio in tutte le aree evacuate della città, per evitare che le case abbandonate dai brindisini siano prese di mira dai ladri. Anche per questo motivo, tutte le forze dell’ordine stanno chiedendo edottenendo rinforzi: dallapolizia locale aicarabinieri. A dare il proprio contributo, inoltre, ci sarà il reggimento “San Marco” con una sessantina dimilitari.

Tutte le automobili nel raggio di 500 metri dal luogo del ritrovamento della bomba dovranno essere spostate o saranno rimosse con i carri attrezzi. «Per quanto riguarda il raggio di 1.600 metri - spiega invece il comandante - stiamo ragionando». E poi, come già annunciato nelle scorse settimane, saranno fermi il traffico ferroviario, il traffico aereo e sarà bloccata la superstrada da Cerano fino all’uscita Casale/Aeroporto. Le aree di accoglienza saranno attrezzate all’interno di 14 istituti della città. Capienza prevista: 11mila persone. «L’invito per chi può - dice Orefice - è quello di andare via da Brindisi, passare la mattinata in un centro commerciale anche nel Barese. Noi consiglieremmo, per chi può, di spostarsi anche il giorno prima per evitare le code che inevitabilmente si formeranno a causa della quantità di veicoli che si sposteranno».

Non si sottrae, infine, il comandante al ragionamento sul protocollo di sicurezza scelto. «Si ribadisce - dice - quello che ancora stamattina (ieri per chi legge,ndr) i funzionari del dipartimento nazionale cercavano di farsi spiegare dai militari del Genio guastatori: come mai non ci sono protocolli meno invasivi per gli spazi urbani? Stiamo applicando, infatti, il protocollo Nato che si riferisce ad esplosivi in campo aperto. Loro hanno detto che un protocollo adeguato alle operazioni urbane è allo studio ma pare che la cosa si protragga ormai da anni. Anche noi abbiamo battuto più volte su questa cosa ma la risposta è stata sempre la stessa: non ci sono altri protocolli».
  Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA