Ance: «Edilizia in ripresa, ma qui manca manodopera qualificata»

Ance: «Edilizia in ripresa, ma qui manca manodopera qualificata»
di Francesco TRINCHERA
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Mercoledì 1 Settembre 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 21:44

BRINDISI -Il settore dell’edlizia come possibile traino alla ripresa ed alla creazione di posti di lavoro, anche nel Brindisino, a condizione che si punti sulla riqualificazione dei lavoratori. Il presidente di Ance (l’associazione dei costruttori) Angelo Contessa in una nota analizza i recenti dati sull’andamento economico e quello dell’occupazione. Contessa individua un rilancio delle attività del settore “dopo oltre un decennio di profonda crisi” grazie tanto alle opportunità prospettate dal "Piano Nazionale Ripresa Resilienza” quanto alle conseguenze “delle misure messe in campo dal governo per il settore privato”, facendo riferimento ai bonus edilizi e soprattutto al cosiddetto “Superbonus 110 per cento”. 
Il presidente di Ance Brindisi, quindi, vede una ripresa inserita “in un contesto generale di rinnovato ottimismo con il mercato del lavoro che, dopo un lungo periodo di stallo, torna a muoversi”, anche secondo quanto evidenziato , “dai dati emersi dal Bollettino Excelsior Informa realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal” e ricorda che tra agosto ed ottobre di quest’anno “sono stati calcolati su scala nazionale 1.220.870 nuovi ingressi”, in incremento di 422.250 unità rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, all’interno di cui i giovani rappresentano “il 30 per cento di questi ingressi, per il mese di agosto”. Secondo Contessa però le imprese edili segnalano anche “una carenza di figure professionali che non consente di cogliere pienamente le opportunità di sviluppo del mercato”, con “una fuoriuscita di 400mila risorse umane” dal 2008. Nel 2022 il centro studi di Ance ha stimato un fabbisogno occupazionale aggiuntivo tra i diretti nel settore “di circa 170mila unità”, che insieme alle 95mila unità nei settori collegati danno “un totale di 265mila posti di lavoro”. Per il costruttore non si trovano “il 52 per cento degli addetti alle finiture e il 60 per cento dei giovani operai specializzati richiesti” e c’è l’invito ad intervenire in un orizzonte più ampio per i prossimi anni, in quanto “il settore edile deve tornare ad essere il motore trainante dell’economia, esattamente come accadeva negli anni precedenti alla crisi del 2008”. In questo contesto, Contessa ricorda che a Brindisi e provincia “si sta aprendo uno scenario particolare che comporterà un notevole esubero di personale”, per i lavoratori coinvolti nella transizione energetica. 

Le richieste

L’appello, quindi ai diversi attori coinvolti, ovvero “parti datoriali, sindacati e istituzioni”, per far fronte comune contro il rischio di perdita dei posti di lavoro, consentendo allo stesso tempo al settore edile ed a tutti quelli correlati “di cogliere realmente le opportunità di crescita che si stanno prospettando”, incrociando “domanda e offerta, partendo ovviamente dalla creazione di nuove competenze”. Per Contessa è necessario che si conoscano le esigenze delle aziende individuando i giusti profili per le figure professionali ricercate ed avviando “una vera e propria rimodulazione dei percorsi formativi”. Lo stesso numero uno di Ance si dice pronto anche ad un’ulteriore sfida, “l’apertura del settore delle costruzioni, da sempre appannaggio quasi esclusivamente degli uomini, al mondo femminile”, altro aspetto per il quale “la formazione gioca un ruolo determinante ed è opportuno ripensare ad una politica formativa di settore che tenga conto dell’inclusività”. Allo stesso modo, è ritenuto importante che i giovani “ritrovino entusiasmo e voglia di entrare a far parte del sistema produttivo delle costruzioni”. 
Contessa assicura la disponibilità del sistema dell’edilizia “ad intercettare le esigenze del mercato ed a formare figure specializzate con l’obiettivo di favorire realmente l’incontro tra domanda e offerta, reimpiegando le risorse fuoriuscite dal sistema industriale dopo la riconversione”. Quindi, rivolge un appello all’assessore regionale alla Formazione e Lavoro Sebastiano Leo e all’apparato da lui guidato, “per costruire un percorso finalizzato al raggiungimento di tali obiettivi” oltre che avviare le buone pratiche “che possano, eventualmente, essere replicate in altri territori”. 

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