Da 5 anni non vede il figlio, rapito di notte dalla madre: «Il premier Conte mi aiuti»

Sabato 8 Agosto 2020 di Maurizio DISTANTE
Ministri, ambasciatori, onorevoli, senatori, giudici di ogni grado si sono schierati nel corso degli ultimi 5 anni al fianco della famiglia Bocci che dal 26 ottobre del 2015 non può più godere dell’affetto e della presenza di Adelio Giovanni, di 7 anni appena, figlio di Giovanni Paolo Bocci, 45enne brindisino tecnico specializzato sulle piattaforme petrolifere, e di Aigul Bolatovna Abraliyeva, 38enne kazaka ed ex moglie dell’operaio: il piccolo fu portato via dall’Italia 5 anni fa proprio dalla madre alla volta di Taraz, in Kazakistan, città natale della donna e del bambino, senza alcuna autorizzazione del padre che, dal quel giorno nefasto, ha rivisto Adelio solo una volta e lo ha sentito appena in qualche occasione al telefono.

Il massiccio dispiegamento di forze giudiziarie e diplomatiche, però, non ha prodotto gli effetti sperati e, anzi, la situazione è peggiorata nel tempo: in questi giorni, la famiglia si è rivolta al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, che domani sarà a Ceglie Messapica. «Stiamo battendo tutte le piste possibili e stiamo sondando tutti i canali percorribili – spiega Maria Elsa Bocci, zia di Adelio e sorella di Giovanni Paolo - abbiamo contattato la segreteria del presidente Conte, abbiamo scritto alla casella di posta elettronica istituzionale per chiedere un incontro nel quale affrontare la nostra vicenda e cercare una soluzione che ci porti a riabbracciare mio nipote». La famiglia Bocci, sulla carta, sembrerebbe essere in una botte di ferro: la Giustizia, almeno quella italiana, si è sempre pronunciata a favore di Giovanni Paolo, emettendo nei confronti dell’ex moglie, prima, una condanna, irrevocabile ed esecutiva, a due anni di reclusione senza condizionale e la sospensione della responsabilità genitoriale come conseguenza del reato di sottrazione e trattenimento di minore all’estero e, poi, un mandato di cattura internazionale.

Sempre su disposizione del ministero della Giustizia, l’Interpol ha emesso nei confronti della donna una “red notice”, un avviso internazionale diffuso per comunicare informazioni su crimini, criminali e minacce da parte della polizia in uno stato membro alle loro controparti in tutto il mondo. Purtroppo, però, a nulla sono valsi finora gli sforzi del padre e della sua famiglia, così come inutili sono stati gli appelli politici e istituzionali che dall’Italia sono arrivati in Kazakistan: anche l’ex ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi scrisse al suo omologo kazako per sollecitare una svolta, senza successo. La preoccupazione dei familiari di Adelio cresce col passare del tempo: le notizie del bambino, che a 7 anni non vede il papà da quando di anni ne aveva 2, si fanno sempre più frammentarie.

«Adelio era stato affidato dalla madre – continua la zia - che continua a negargli di incontrare il padre, a una persona anziana e, da quello che riusciamo a sapere o a vedere nelle poche videochiamate che ci concendono, le sue condizioni non sembrano affatto buone». La mamma del piccolo lavora lontano da Taraz, città dove si trova il figlio: secondo i parenti italiani di Adelio, al bambino non sarebbero garantiti il necessario sostegno e l’indispensabie assistenza. La famiglia Bocci, nonostante le tantissime difficoltà incontrate in questo tortuoso e faticoso percorso, non ha intenzione di arrendersi: neanche le pronunce dei tribunali kazaki, che consentono a Giovanni Paolo di vedere il figlio solo in Kazakistan e solo alla presenza dell’ex moglie che puntualmente disattende gli impegni, scoraggiano quest’uomo, disposto a tutto pur di poter riabbracciare una volta per tutte il figlio.

«Al premier Conte – conclude Maria Elsa – non vogliamo chiedere la luna: ci basta sapere che si muoverà secondo quelli che sono i giusti uffici e che si adopererà affinché un padre possa ricongiungersi col proprio figlio, sottrattogli contro la sua volontà in una notte di 5 anni fa. Lo deve alla nostra famiglia; lo deve ad Adelio e a Giovanni Paolo; lo deve all’Italia». Ultimo aggiornamento: 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA