Asili nido carissimi, la rabbia delle mamme: «Aumento insostenibile»

Venerdì 7 Febbraio 2020 di Lucia PEZZUTO
Aumento delle rette per gli asilo nido comunali, genitori sul piede di guerra: «Situazione insostenibile, i bambini resteranno a casa».
La rimodulazione delle tariffe per la frequenza degli asili comunali è stata una doccia fredda per le famiglie che da un giorno all'altro si sono ritrovati a dover pagare ben 140 euro in più sulla retta. Ieri pomeriggio una nutrita rappresentanza di genitori si sono incontrati presso la sede dell'Adoc per fare fronte comune. È convinzione diffusa che un simile rincaro non sia economicamente sostenibile tanto da dover costringere le famiglie sin da subito a ritirare i figli dagli asili. Gli asili nido comunali sono cinque in tutto, uno a gestione diretta, quello del Paradiso, e quattro in gestione soggetto terzo, ossia asilo via Sant'Angelo, asilo Santa Chiara, asilo via Modigliani e asilo via Cellini.

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L'amministrazione comunale determina il versamento delle rette mensili di frequenza in modo differenziato per le diverse fasce reddituali. La valutazione dell'importo della retta o ticket mensile è calcolato in base ai dati risultanti dalla attestazione Isee riferita alla situazione reddituale dell'anno precedente. Le rette sono distinte in dieci fasce e vanno da zero euro, con un Isee da 0 a 2mila euro, a 253 per l'asilo a gestione diretta del Comune, e 350 euro per gli altri asili, con un Isee oltre i 35mila euro. Tutte le famiglie a partire da questa settimana si sono ritrovate un rincaro di 140 euro sulla tariffa mensile in maniera indistinta, a prescindere dalla fascia di reddito.

Il Comune, dal canto suo, ha giustificato l'aumento come misura inserita nel piano di riequilibrio finanziario ed al contempo ha suggerito di richiedere all'Inps il Bonus nido previsto nella Legge di bilancio 2020 quasi a compensazione del rincaro. «Questo aumento a metà anno, senza preavviso e non concordato, ci è sembrato - ha detto Manuela Caloro, una delle mamme presenti alla riunione - davvero inopportuno. L'inps rimborsa ma mesi dopo che tu hai versato la quota o che hai fatto la richiesta e in ogni caso il bonus per il nido è un bonus alla famiglia, è un aiuto alle famiglie ed invece in questo modo verrebbe corrisposto in totale al Comune. Io amo tantissimo la mia città, capisco il momento di difficoltà che sta vivendo, però così è insostenibile, io non posso pagare una retta di 400 euro per mandare il bambino al nido».

Stando a quanto dichiarano i genitori gli effetti di questa manovra non tarderanno ad arrivare ed ovviamente non saranno solo a scapito delle famiglie ma anche di chi poi negli asili ci lavora. «L'effetto di cui il Comune non si rende conto è che molte mamme da domani ritireranno i bambini dall'asilo, questo significa che pagheranno una babysitter, gli asili nido saranno svuotati e si perderanno posti di lavoro, perché gli operatori dell'asilo non potranno lavorare ed i bambini non usufruiranno di vantaggio grandissimo: quello di stare con gli altri bambini. La perdita in questo modo è di tutti. Se fosse stato un aumento programmato, conciliato, discusso insieme, forse sarebbe stato anche accettato. Così non è un aumento ne accettabile e ne sostenibile per le famiglie».

Un effetto boomerang, quindi, che avrà ripercussioni su tutti. Ma quello che non convince, lo dice l'Adoc di Brindisi, è la legittimità del provvedimento. «Questo atto - commenta il presidente Giuseppe Zippo - non è neppure in linea con l'indirizzo espresso dai dirigenti. Se andiamo a vedere il documento del predissesto con tutti gli atti allegati il dirigente faceva riferimento ad una modica tutt'ora in atto a favore delle famiglie a partire da giugno 2020, si parlava di esternalizzazione del servizio con ulteriori introiti con l'affitto degli immobili di proprietà comunale, però sollevava anche delle criticità, ossia l'aumento dei costi a carico delle famiglie, il problema occupazionale ed altri aspetti. Ed allora non ci spieghiamo come mai da un giorno all'altro si decide di procedere con queste modalità senza preavviso nei confronti dei cittadini mettendoli in seria difficoltà».

Anche sul Bonus nido, l'associazione per i diritti dei consumatori solleva alcune perplessità: «Che il Bonus messo a disposizione del governo andrà a sopperire a quella che è la rivisitazione economica prevista dall'amministrazione, riteniamo che sia un'affermazione non accettabile e non tollerabile perché a questo punto mettiamo in discussione tutti gli strumenti di welfare nazionale. Non solo. Sappiamo benissimo che a livello nazionale si sta studiando l'assegno unico che farà scomparire detrazioni famigliari in busta paga oltre ad altre misure quindi ci sarà un assegno unico ogni comprensivo quindi questo significa che ci sarà una situazione strutturale insostenibile per le famiglie». Ultimo aggiornamento: 09:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA