Antonella al timone di un rimorchiatore. E a mare i pregiudizi

Antonella al timone di un rimorchiatore. E a mare i pregiudizi
Mani curatissime, smalto rosso fuoco. Capelli in perfetto ordine, un sorriso smagliante. I dettagli hanno un valore, anche in mezzo al mare. Specie per una donna che siede al timone di un rimorchiatore con il grado di comandante. Mai perdere la femminilità, mai consentire limiti ai propri sogni di bambina.
È la bella storia di Antonella Scarciglia, 27 anni appena. Nata e cresciuta a Torre Santa Susanna: né l'Adriatico, né lo Ionio bagnano il paesello della provincia di Brindisi. Ma c'è poco da fare se il fruscio delle onde è un richiamo più forte di tutto il resto.

Antonella è giovanissima e molto esperta. Tanto da meritarsi piena fiducia da parte dei vertici dell'impresa Fratelli Barretta che senza esitare hanno ascoltato i consigli di uno dei dipendenti storici e le hanno dato un'occasione. Senza badare alle comprensibili perplessità della vecchia guardia, facilmente superate, alla prova dei fatti. Antonella sa manovrare, è esperta e affidabile anche nelle situazioni più delicate. E considerato il lavoro che svolge, di momenti concitati nella sua giornata tipo ce ne sono parecchi.

La giovane marittima di cui si parla è la prima donna al comando di un rimorchiatore nel porto di Brindisi che per conformazione ha necessità di mezzi navali di quel genere, mezzi che operano anche altrove, come eccellenza nel soccorso e nel traino di ogni tipo di nave.
Ha deciso molto presto quale dovesse essere la sua strada. E per raggiungere l'obiettivo prefissato ha dovuto vincere diverse e molteplici resistenze: «Ho sempre voluto andare per mare racconta e ho dovuto affrontare anche qualche ostacolo. Mio padre non era così convinto della mia scelta. Avrebbe voluto che facessi l'ostetrica».

E invece lei, testarda e volitiva, si è iscritta all'istituto Nautico. Ha frequentato la scuola, acquisito tutte le qualifiche fino al primo imbarco. In Cina.
«Sapevo quello che volevo fare. Ho seguito la mia strada, senza arrendermi mai». Fino al giorno in cui le si è spalancata la porta che sperava si aprisse: «Avevo inviato diversi curricula, ma nutrivo poche speranze. Avevo accompagnato mia sorella, che ha seguito il mio stesso percorso, in capitaneria. Stavo aspettando lì davanti e ho incontrato Salvatore (dipendente della ditta Fratelli Barretta). Mi sarei imbarcata di lì a poco, ma mi disse di aspettare. Era un venerdì, non lo dimenticherò mai».

Da quel giorno è stato un susseguirsi di turni di giorno, di notte. Di piccole e grandi sfide. Di manovre complicate, onde alte e venti forti da affrontare. Piccolina, tanto da svanire all'ombra del suo Tenax, Antonella sorride e naviga. Con tutto il carico di responsabilità che porta sulle spalle, nulla in confronto alla passione che ci mette. Sorride e va, senza alcun timore. È ormai la mascotte del gruppo: «Ho imparato tanto», racconta, sostenuta dalla stima dell'intero team.

Senza accorgersene, senza che la questione di genere sia mai stata per lei un limite e neppure un vantaggio, ha dimostrato di saper fare: «Talvolta sono gli altri a ricordarmi che sì, sono una donna e faccio un lavoro da uomo. A me viene naturale», dice. Oggi, quel papà che per apprensione avrebbe voluto tenerla a riparo da ogni rischio, è orgoglioso di lei: «In fondo è stato lui a trasmettermi questo amore grande», spiega. Non ci sono barriere all'orizzonte, quando è il cuore a dettare le priorità. E il cuore di Antonella batte forte proprio lì, in mezzo al mare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Domenica 26 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:10