Nuovo assalto a un portavalori: mezzo in fiamme sulla statale 16 e strada bloccata

Nuovo assalto a un portavalori: mezzo in fiamme sulla statale 16 e strada bloccata
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Mercoledì 3 Agosto 2022, 10:31 - Ultimo aggiornamento: 19:39

Nuovo assalto a un portavalori: mezzo in fiamme sulla statale 16 e strada bloccata al traffico. Terrore in strada questa mattina sulla statale 16 Adriatica, dove un commando armato ha cercato di rapinare un portavalori. Il colpo non è andato a segno. Secondo le prime ricostruzioni i malviventi avrebbero disseminato chiodi sull'asfalto e dato alle fiamme un’auto e un tir, al fine di bloccare il passaggio del mezzo blindato, il conducente però sarebbe riuscito a fuggire. Si registra un ferito. Sul posto carabinieri e vigili del fuoco.

La comunicazione di Anas

«A seguito di una tentata rapina ad un portavalori, è temporaneamente chiusa al traffico in entrambe le direzioni la strada statale 16 Adriatica al km 736,300 all'altezza di Trinitapoli (Barletta-Andria-Trani)». 

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Le indicazioni arrivano da Anas che ha sottolineato che «sulla carreggiata direzione Foggia, veicolo incendiato al km 737,800 in piazzola di sosta, con obbligo uscita al km 738, 300 svincolo Canne della Battaglia. Sulla carreggiata direzione Bari, mezzo pesante incendiato al km 736,300 con incidentata anche una vettura e un ferito trasportato in ospedale, ed obbligo di uscita al km 736,100 svincolo Trinitapoli/ Margherita di Savoia».

Uil e Uiltucs

«Cosa aspettano a mettere in campo misure più forti per contrastare questa continua azione violenta e criminale? Forse che ci scappi il morto?», si chiedono Franco Busto, segretario generale della UIL di Puglia e Giuseppe Zimmari, segretario generale della UILTuCS Puglia, commentano così l’ennesimo assalto armato a un portavalori in Puglia, stavolta a Canne della Battaglia.


«Sono anni – denunciano Busto e Zimmari – che chiediamo, pubblicamente e istituzionalmente, alla Prefettura e al Governo, di agire con immediatezza per porre un freno a questa drammatica deriva, aumentando i controlli e destinando alla Puglia un maggior numero di unità di forze dell’ordine. Già, perché in questa deriva, gli unici che rischiano la vita, abbandonati a loro stessi, sono i lavoratori e le lavoratrici della vigilanza armata, costretti a contrastare gli assalti muniti esclusivamente di un grandissimo senso del dovere, in condizioni di disagio e di pericolo, con strumenti inadeguati, senza nessuna tutela e con stipendi da fame. E’ bene ricordare – concludono Busto e Zimmari – che il contratto nazionale del comparto è scaduto da anni e ancora non si intravede nessuna soluzione alla vertenza, nonostante le decine di iniziative sindacali. Lo Stato faccia lo Stato: dia risposte concrete a migliaia di coraggiosi lavoratori e riconosca i loro sacrosanti diritti!».

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