Muore una persona transgender, i manifesti indicano il suo nome da uomo. Da Luxuria a Taffo, la protesta sul web

Mercoledì 20 Gennaio 2021

Si chiamava Gianna, da quando aveva scelto di seguire la sua identità di donna. Era indigente, la sua situazione economica andava peggiorando anche per via della pandemia in corso. E, il 18 gennaio, ad Andria, città dove viveva, è venuta a mancare. A quel punto la famiglia ha scelto di far affiggere i manifesti funebri, nei quali il suo nome era indicato ancora al maschile, scatenando l'ira degli amici e del web. La prima a farsi portavoce della protesta è stata Vladimir Luxuria con un post su Facebook: «Gianna, i tuoi occhi erano di rimmel impastato di lacrime, solo perché eri trans ti hanno insultata e scartata, ti hanno fatta cadere tante volte e ti sei rialzata, ma adesso per una caduta fatale non ce l’hai fatta».

Quei manifesti, però, non sono andati a genio a molti. Nemmeno a Taffo funeral, la nota agenzia di pompe funebri romana, nota per le sue campagne di comunicazione politically uncorrect. «Muore ad Andria una persona transgender, Gianna, indigente perché scartata dalla società. La famiglia decide di affiggere manifesti funebri con il suo nome al maschile. Un’offesa al nome e all’identità con cui la conoscevano tutti. Abbiamo deciso - hanno scritto - di rifare la locandina funebre per darle un rispettoso ultimo saluto. Le esequie si terranno oggi mercoledì 20 gennaio alle 16:00 presso la Parrocchia San Riccardo ad Andria». Migliaia le condivisioni e i like ottenuti dall'iniziativa di Taffo.

 

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 12:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA