Droga venduta nel dark web, indagini della Finanza: perquisizioni in Puglia

Droga venduta nel dark web, indagini della Finanza: perquisizioni in Puglia
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Giovedì 8 Settembre 2022, 12:07 - Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 15:21

Misura restrittiva degli arresti domiciliari nei confronti di una persona residente nella Bat e perquisizioni a carico di ulteriori cinque soggetti, residenti in Puglia e a Brescia, sono state emesse dall'autorità giudiziaria di Brescia nell'ambito del prosieguo delle indagini del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma nel mondo del dark web, che già portarono a scoprire un black market, piattaforma di vendita on-line di ogni genere di merce illegale, che era stato denominato 'Berlusconi Market'. L'arrestato (ai domiciliari) è l’avvocato barlettano Michele Cianci, amministratore delegato della Barsa, l’azienda del Comune che si occupa di servizi ambientali.

Le indagini avviate nel 2019

L'indagine, avviata nel mese di maggio 2019, aveva portato a identificare un vendor di sostanze stupefacenti attivo nel mondo del Dark Web attraverso i portali di vendita on-line, e si era concluso con il sequestro di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e l’arresto del vendor e degli amministratori del Black Market denominato Berlusconi Market. Il Berlusconi Market funzionava con le stesse modalità di un normale sito di e-commerce, con la differenza che gestiva e promuoveva la vendita di prodotti di natura illecita, sfruttando l’anonimato del protocollo Tor, caratteristico del Dark Web.

Le successive indagini, svolte anche nel mondo delle criptovalute, le monete virtuali molto diffuse nel mondo dell’illegalità connessa ai traffici illeciti nel Dark Web, hanno consentito di individuare ulteriori soggetti coinvolti negli affari illegali derivanti dalla gestione del Black Market denominato Berlusconi Market. Con l’indagine relativa al Berlusconi Market era stato infatti sgominato un sodalizio criminale che gestiva questo importante Black Market, vera piattaforma di vendita on-line di merci illegali, principalmente sostanze stupefacenti. Grazie all’arresto dei tre soggetti amministratori era stato quindi possibile rendere inoperativa questa risorsa della rete Internet, esempio evidente della progressiva migrazione delle “piazze di spaccio” dai luoghi fisici ai luoghi virtuali, non meno insidiosi e pericolosi.

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