Contagi troppo elevati, 20 comuni di Puglia tornano in “zona arancione”, ma solo per sette giorni: l'ordinanza della Regione

Lunedì 7 Dicembre 2020

A partire da domani e fino al 14 dicembre, dunque per sette giorni, venti comuni delle province di Bari, Bat e Foggia saranno zona arancione. Lo ha stabilito il presidente della Regione, Michele Emiliano con apposita ordinanza.

Si tratta dei seguenti comuni:

  • Andria, Barletta, Bisceglie e Spinazzola per la provincia BAT;
  • Accadia, Ascoli Satriano, Carapelle, Cerignola, Lucera, Manfredonia, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo, Torremaggiore, Troia, Zapponeta, Foggia e Monte Sant’Angelo della provincia di Foggia;
  •  Altamura e Gravina in Puglia della provincia di Bari.

«Nei Comuni segnalati dal Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia  - dichiara il presidente Emiliano  - permangono situazioni di rischio epidemiologico che intendiamo controllare allungando di una settimana il regime della cosiddetta area arancione, nella speranza di vedere calare i contagi. Se tale circostanza si verificherà, si passerà anche nei suddetti Comuni in area gialla a partire dal 14 dicembre. L’ordinanza è stata preventivamente concordata con il Governo».

L’ordinanza dispone che, in questi 20 Comuni, si applichino le seguenti misure di contenimento del rischio di diffusione del virus:

- È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune;
- Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Alla base dell'ultima ordinanza, spiega ancora il governatore, ci sono alcune valutazioni compiute dal Dipartimento della Salute regionale. Innanzitutto l’analisi dei dati di monitoraggio della diffusione del contagio, sulla base degli indicatori di monitoraggio calcolati a livello provinciale, dai quali emergono specifiche criticità a carico delle province di Foggia e BAT, che comportano una valutazione di rischio “alto” con riferimento alla probabilità di diffusione dell’epidemia nonché una valutazione di rischio “alto” con riferimento agli impatti sul sistema sanitario regionale. Il Dipartimento ha trasmesso anche un’ulteriore analisi dei dati di monitoraggio, che ha evidenziato specifiche criticità in alcuni territori comunali, prendendo in esame diversi indicatori a livello comunale tra cui: il numero assoluto di nuovi casi positivi al test molecolare di diagnosi dell’infezione di SARS-CoV-2 rilevati nelle ultime due settimane di monitoraggio (periodo 16-22 e 23-29 novembre); il tasso di incidenza (numero di nuovi casi rapportato alla popolazione residente) per ciascuna delle due settimane, il rapporto tra il tasso di incidenza comunale con l’analogo tasso regionale per ciascuna delle due settimane.

L’analisi condotta si basa su una metodologia di valutazione che prevede che nei comuni in cui si sia registrato un numero di casi positivi al test molecolare di diagnosi dell’infezione di SARS-CoV-2 rilevati in ciascuna delle due settimane superiore a 10, sia valutato il superamento di una delle due soglie di rischio seguenti:

■      rapporto tra tasso di incidenza comunale e tasso di incidenza regionale superiore al valore di 1,3 (che corrisponde ad un eccesso del 30% di incidenza comunale rispetto al valore regionale) in entrambe le settimane di monitoraggio;

■      rapporto tra tasso di incidenza comunale e tasso di incidenza regionale superiore a 2 nell’ultima settimana di monitoraggio (che corrisponde ad un eccesso superiore al 100% rispetto al valore regionale).

I risultati dell’analisi hanno condotto il Dipartimento della Salute a rilevare che, nelle due province classificate con valutazione di rischio “alto”, alcuni comuni superano almeno una delle soglie di rischio come di seguito specificato:

■      nella Provincia BAT, i Comuni di: Andria, Barletta, Bisceglie e Spinazzola (n. casi settimanali superiore a 10; rapporto tra tasso comunale e tasso regionale superiore a 1,3 per due settimane);

■      nella Provincia di Foggia, i Comuni di: Accadia, Ascoli Satriano, Carapelle, Cerignola, Lucera, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo, Torremaggiore, Troia, Zapponeta (n. casi settimanali superiore a 10; rapporto tra tasso comunale e tasso regionale superiore a 1,3 per due settimane), Foggia (n. casi settimanali superiore a 10; rapporto tra tasso comunale e tasso regionale superiore a 2 nell’ultima settimana).

Il Dipartimento della Salute ha anche rilevato una specifica ulteriore criticità nei comuni di Altamura e Gravina in Puglia della provincia di Bari, che mostrano un rapporto tra tasso di incidenza comunale e tasso di incidenza regionale superiore a 2 in entrambe le settimane di monitoraggio.

Il Dipartimento ha concluso che nei Comuni delle province di Foggia e BAT e nei Comuni della provincia di Bari, Altamura e Gravina in Puglia, i dati di monitoraggio hanno rilevato un rischio elevato, sia con riferimento alla probabilità di diffusione del contagio che alla valutazione degli impatti sul sistema sanitario regionale, tale da imporre l’adozione di misure supplementari idonee a (ri)collocare in aree “arancioni” infraregionali tutti quei territori.

Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre, 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA