Volontari ripuliscono la spiaggia e trovano droga

Volontari ripuliscono la spiaggia e trovano droga
di Nicola MICCIONE
3 Minuti di Lettura
Venerdì 23 Settembre 2022, 20:58 - Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 11:11

Volontari ripuliscono la spiaggia e trovano eroina abbandonata tra i rifiuti. Cosa è successo è resto detto: stavano ripulendo il litorale a nord di Molfetta nell’ambito di Ri-Party-Amo, il progetto nazionale ambientale concreto e ambizioso nato dalla collaborazione tra il Wwf Italia, l’Intesa San Paolo e il Jova Beach Party, quando alcuni degli oltre 150 volontari, fra i numerosissimi rifiuti abbandonati sull’arenile di cala San Giacomo, si sono imbattuti in un’insolita scoperta: droga.

La scoperta tra i rifiuti

Hanno subito contattato i carabinieri che, una volta arrivati sul posto, hanno recuperato e sottoposto a sequestro, naturalmente a carico di ignoti, una busta in cellophane contenente circa 15 grammi di eroina (la “droga dei poveri” è tornata sul mercato o forse non se n’è mai andata), mentre sono in corso i consueti accertamenti per capire come la sostanza stupefacente sia finita proprio lì, a pochi passi dal mare: probabilmente qualcuno - è l’ipotesi al vaglio degli investigatori molfettesi - potrebbe essersene sbarazzato in fretta per evitare di essere beccato da un controllo di routine.

I militari non credono affatto all’improbabile ipotesi di naufragi di motopescherecci della droga perché hashish e marijuana, come ha dimostrato l’operazione “Blue box” (novembre 2020) su un traffico internazionale di droga proveniente dalle coste dell’Albania, sono custoditi dentro pacchi sigillati e impermeabili, non semplici buste in cellophane. L’unico inconveniente è il meteo: il mare grosso porta via la droga, a volte facendola arenare. Così, in tutt’Italia, si spiegherebbero i ritrovamenti. Ma non sembra essere questo il caso.

«Questa, invece, è la dimostrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che ormai sulle nostre spiagge si trova di tutto. I nostri volontari si sono imbattuti in recuperi molto classici: si è passati dalla bottiglia di plastica alle parti di un frigo, dalla latta in alluminio sino ad un’intera tenda da campeggio completa di sedie ed altre suppellettili», ha detto Pasquale Salvemini, referente regionale del Wwf, che ha diffuso i dati e le informazioni scientifiche sul tema dell’inquinamento da plastica nei nostri mari, rendendo così le persone più consapevoli e attente sulle quantità, la composizione e le fonti dei rifiuti marini. «Insomma - è la sua amara conclusione - le nostre spiagge sono considerate più che una risorsa economica e turistica, il letamaio di chi è abituato ad uccidere il nostro ambiente». A Molfetta, unica tappa in Puglia, l’appuntamento dello scorso 18 settembre, a cui hanno partecipato il gruppo scout Agesci Molfetta 2, la sezione cittadina della Fidas, la cooperativa sociale onlus Chàrisma, otto minori accompagnati da due educatori del centro socio educativo Talea e tanti cittadini sensibili al tema ambientale armati di guanti e di bustoni, si è snodato fra l’oasi San Giacomo e Torre Calderina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA- SEPA

© RIPRODUZIONE RISERVATA