Mafia e droga in Puglia: blitz dei carabinieri, 24 in carcere e uno ai dimiciliari. Uno degli arrestati si sarebbe dovuto sposare oggi

Mafia e droga in Puglia: blitz dei carabinieri, 24 in carcere e uno ai dimiciliari. Uno degli arrestati si sarebbe dovuto sposare oggi
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Lunedì 4 Luglio 2022, 07:21 - Ultimo aggiornamento: 19:45

Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, a conclusione di complesse indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 25 indagati, ritenuti appartenenti a un sodalizio criminale operante nei territori di Bitonto e Palo del Colle, nel traffico di sostanze stupefacenti, con modalità mafiose.

I reati contestati

I 25 soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere dedita al traffico e alla commercializzazione al dettaglio di ogni tipo di sostanza stupefacente, avvalendosi del metodo e delle finalità mafiose e avendo la disponibilità di armi.

Uno degli arrestati si sarebbe dovuto sposare oggi

Il presunto fornitore di droga del clan Cipriano di Bitonto (Bari), tra le 25 persone arrestate dai carabinieri, si sarebbe dovuto sposare oggi. L'arresto in carcere del pregiudicato Ottavio Di Cillo, 42enne di Cassano delle Murge, è stato eseguito a poche ore dalle sue nozze. È uno dei particolari che emergono dall'operazione dei militari baresi, coordinata dalla Dda, che ha portato oggi 24 persone in carcere, tra i quali lo stesso Di Cillo e il presunto capo clan Francesco Colasuonno, detto Ciccio, di 35 anni, e un collaboratore di giustizia agli arresti domiciliari. Ieri sera, per la serenata che precede le nozze, gli investigatori hanno acquisito video - pubblicati anche su tik tok - di una festa con fuochi d'artificio, cantante neomelodico e numerosi invitati.

I nomi

In carcere sono finiti: Biagio Antifora, Carlo Antonelli, Damiano Cataldi, Giovanni Centrone, Francesco Colasuonno (classe 1987), Francesco Colasuonno (classe 1991), Giorgio Costa, Ottavio Di Cillo, Christian Leccese, Roberto Lovero, Rocco Mena (classe 1988), Vito Mercurio, Felice Mongelli, Biagio Papaleo, Michele Pasquale, Giuseppe Pastoressa, Vito Rizzi, Michele Rizzo, Benito Ruggiero, Martire Antonio Sblendorio, Bruno Schiraldi, Domenico Vulpis, Arcangelo Zamparino. Ai domiciliari: Giuseppe Casadibari.

L'avvio delle indagini dopo due omicidi

L’attività investigativa, denominata “Porta Robustina” e condotta dal Nucleo Investigativo di Bari dal 2017 al 2019, è stata avviata dopo l’omicidio del cittadino albanese Sadiku Edvin, avvenuto a Binetto il 4 febbraio 2017, proprio nel contesto dello spaccio, e al successivo omicidio dell’anziana Anna Rosa Tarantino, avvenuto il 31 dicembre 2017 in un contesto più ampio di “guerra” tra due clan rivali operanti nell’area di Bitonto.

 

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) i 25 facevano parte di un’associazione, nell’ambito del clan Cipriano, dedita al traffico e alla commercializzazione al dettaglio di sostanze stupefacenti di vario tipo, come confermato anche dai sequestri di circa un chilo di marijuana, 500 grammi di hashish, 400 grammi di cocaina e 90 grammi di eroina, eseguiti nel corso dell’indagine. Il tutto, con l’aggravante del metodo e delle finalità mafiose, avendo commesso i fatti, così come si legge nell’ordinanza “con modalità tipiche della minaccia mafiosa” (“in quanto poste in essere in maniera eclatante, in pieno giorno, in zone frequentate da gente, anche avvalendosi di azioni armate”) e con “finalità palesemente intimidatorie” (“in quanto idonee a mirate a esercitare nelle vittime, appartenenti al clan rivale in conflitto, una particolare coartazione psicologica e uno stato di assoggettamento dovuti alla capacità dell’azione commessa di evocare l’esistenza di consorterie e sodalizi amplificatori della valenza criminale del reato commesso”) .

Sono 43 in tutto gli indagati, di cui 25 raggiunti dal provvedimento cautelare odierno. A tutti gli inquirenti contestano, a vario titolo, plurimi episodi di detenzione e spaccio di droga, porto e detenzione di armi, un episodio di estorsione col metodo del cavallo di ritorno e diverse violazioni degli obblighi inerenti la Sorveglianza Speciale. Nel corso dell’attività, sono state sequestrate anche una pistola semiautomatica modello 85 e circa un centinaio di cartucce di vario calibro.

Video

Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri è stato condiviso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che ha avanzato richiesta di emissione di misura cautelare, a seguito della quale il Gip del Tribunale di Bari ha disposto l’arresto di 25 soggetti, dei quali 24 tradotti in carcere e uno agli arresti domiciliari.  Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Oltre 100 i militari impegnati (in particolare nei comuni di Bitonto, Palo del Colle e Cassano delle Murge), a Rimini e presso diversi istituti penitenziari del territorio nazionale, con il supporto di un elicottero del 6° Nucleo, dello Squadrone eliportato cacciatori di Puglia e di unità cinofile del Nucleo di Modugno, per chiudere il cerchio sul clan “Cipriano”, sodalizio criminale operante a Bitonto e Palo del Colle.

Gli arresti sono in corso contestualmente in diverse località delle regioni Puglia, Calabria, Sicilia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

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