Variante Delta, studenti italiani bloccati a Malta: aumenta il focolaio. C'è anche un barese

Sabato 10 Luglio 2021
Variante Delta, studenti italiani bloccati a Malta: aumenta il focolaio, 130 in quarantena

Bloccato a Malta da aprile. Ė l'Odissea di un ragazzo barese venuta alla luce in queste ore dopo l'allarme Variante Delta sull'isola dove intanto sale il numero dei ragazzi italiani bloccati: circa 130 i giovani in quarantena. Sono in contatto con l'ambasciata italiana. Circa 50 sono positivi al Covid, mentre gli altri sono in isolamento perché entrati a contatto con i compagni contagiati. Solo alcuni sono maggiorenni.

 

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Studenti italiani bloccati in hotel

 

Ieri l'ambasciata, in continuo contatto telefonico con i ragazzi, ha organizzato in collaborazione con le autorità un servizio di trasporto per radunare gli studenti al Corinthia Marina, a Saint Julian, riconvertito in Covid Hotel, al quale nessuno può avere accesso. Il cluster, si apprende, ha colpito anche ragazzi francesi e spagnoli.

 

Al via le cure

 

Ricette e farmaci in arrivo per alcuni dei ragazzi minorenni italiani risultati positivi al Covid e bloccati a Malta insieme con altri 50 compagni di viaggio e di vacanza. L'intervento è scattato grazie al Comitato Cura Domiciliare Covid-19 a cui ha chiesto aiuto la mamma di uno dei giovani contagiati.

Subito si sono attivati due medici del gruppo fondato dall'avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato che oggi, peraltro, chiederà nuovamente al Ministro Speranza di validare il loro lavoro con una Conferenza Nazionale organizzata sul lungomare di Napoli.

«I ragazzi - ribadisce Grimaldi - sono stati contattati dai medici volontari i quali si sono attivati con i professionisti sanitari e farmacisti fino ad individuare quelli disposti a ricevere le ricette dall'Italia e consegnare i farmaci, dopo circa una settimana di isolamento senza alcuna terapia».

 

Il papà di un ragazzo barese: «Mio figlio bloccato da aprile»

 

«Non ci sono soltanto gli studenti bloccati a Malta dal covid di cui si parla sulla stampa. Mio figlio Dario, partito il 19 aprile per uno stage di sei mesi nell'ambito del progetto europeo ERASMUS+, in tre mesi è stato costretto a ben tre quarantene, bloccato in camera d'albergo come in un carcere prima per quattordici giorni raddoppiati a causa della positività riscontrata in due ragazze degli ottanta studenti del gruppo; e ieri nuovamente per altre due settimane, nuovamente causate dalla positività anche delle stesse ragazze». È il racconto di Egenio Lombardi, padre di una ragazzo ventenne barese, che lamenta anche l'assenza di comunicazioni ufficiali da parte delle autorità maltesi.

«C'è stato solo - racconta - l'ordine perentorio giunto per telefono dall'agenzia Essenia di Salerno (che ha organizzato il gruppo di 80 ragazzi partiti per il programma Erasmus+, ndr) informata oralmente dalle autorità sanitarie maltesi».

«Una situazione - aggiunge il padre - aggravata dall'assenza dell'attività di stage scelta per cui mio figlio aveva partecipato con entusiasmo al bando, che avrebbe dovuto permettergli un periodo di attività nel settore informatico e che invece lo ha fatto ritrovare aiuto commesso a guadagno zero in un negozio di abbigliamento».

«Dario era ormai sul punto di tornare a casa - prosegue - fortemente deluso dall'esito dello stage e noi avevamo concordato di partire domani domenica per stare con lui una settimana e poi rientrare a casa insieme. Dopo quanto accaduto ieri abbiamo cancellato il volo, subendo anche la perdita economica. Ora è bloccato nell'hotel Kennedy Nova di Sliema, come l'intero gruppo, senza che un tampone abbia permesso di confermare l'esigenza di una così lunga quarantena e senza che gli sia arrivata una comunicazione ufficiale».

Lombardi ha contattato oggi l'ambasciata italiana e mandato anche una mail all'ufficio consolare che - precisa - sta tentando di organizzare un volo di rientro. Nell'albergo, dice ancora Lombardi, c'è personale gentile e disponibile, ma non c'è il servizio mensa attivo e quindi il ragazzo è costretto ad acquistare on-line qualcosa da mangiare senza poter utilizzare la cucina e con problemi di stomaco che si fanno sentire sempre più forti«. La famiglia Lombardi chiede che il caso di suo figlio «venga associato a quelli di cui già si parla ed un eventuale volo sanitario di rientro coinvolga anche nostro figlio e quanti, come lui, chiedono di poter rientrare a casa».

 

L'ambasciatore italiano a Malta: preoccupante tendenza al rialzo dei contagi

 

A partire dall'inizio della settimana scorsa a Malta si sta registrando «una preoccupante tendenza al rialzo dei contagi, partendo da una situazione di casi zero registrata invece nelle settimane precedenti». Così l'ambasciatore italiano a Malta, Fabrizio Romano, spiega all'Adnkronos il contesto in cui si inserisce la decisione presa dal governo maltese di vietare dalla prossima settimana l'ingresso non vaccinati contro il Covid e chiudere temporaneamente le scuole di lingua inglese, dove si sono registrati in questi giorni i principali focolai dell'isola.

«Vero che Malta ha uno dei tassi più alto di vaccinazione Ue - prosegue l'ambasciatore -. Tuttavia, nella giornata di oggi, sabato 10, a Malta si sono registrati 109 nuovi casi di infezione da Covid 19 (con circa 3000 tamponi effettuati), il numero di casi più alto dalla fine di marzo scorso».

Numeri che confermano appunto la tendenza al rialzo che ha portato il governo di La Valletta ad adottare, primo Paese della Ue, la misura che prevede che «a partire dal 14 luglio si potrà accedere all'Arcipelago solo in possesso di certificato che attesti il completamento del ciclo vaccinale da almeno due settimane». Per l'ambasciatore le conseguenze e l'impatto, in piena stagione turistica, di questa misura «va misurato a seconda del Paese di provenienza e a seconda del numero di persone vaccinate provenienti da quel Paese. L'accesso a Malta non è certo interdetto - ha infine sottolineato - ma sarà consentito sulla base dei criteri che ho già elencato».

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 09:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA