Terrorismo, raccoglievano denaro per finanziare l'imam Jihadista: 4 arresti, uno lavorava per il Comune. Le intercettazioni: «Covid soldato di Allah».

Terrorismo, raccoglievano denaro per finanziare l'imam Jihadista: 4 arresti, uno lavorava per il Comune. Le intercettazioni: «Covid soldato di Allah».
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Lunedì 14 Marzo 2022, 08:21 - Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 16:15

Sono accusati di aver raccolto e inviato denaro in Albania per finanziare l’attività terroristica dell’Imam della Moschea «Xhamia e Letres» a Kavaje (Tirana), Genci Abdurrahim Balla. L'uomo, ritenuto vicino all’associazione Isis Daesh, è stato già condannato a 17 anni di carcere con l'accusa di aver reclutato e inviato in Siria decine di combattenti. I finanziatori in Italia - quattro cittadini di origine albanese residenti nel Barese, sono stati arrestati oggi dai poliziotti della Digos. Il blitz questa mattina per reati connessi al terrorismo internazionale. Le misure cautelari sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta del Procura della Repubblica di Bari  - Direzione Distrettuale Antimafia .

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Gli arrestati

A finire agli arresti domiciliari Yljan Muca, 31 anni, Roland Leshi, 37 anni, Elsio Ramku, 33 anni, Roland Belba, 37 anni, residenti tra Bari, Adelfia e Rutigliano. Vivevano tutti in Italia da più di 10 anni e lavoravano nel settore dell’agricoltura come operai. A Muca viene contestato il fatto di essere il promotore della raccplta di denaro. Ma dovrà difendersi anche dal reato di apologia di terrorismo per aver diffuso tramite una chat whatsapp un video sull'arresto di 40 sospetti affiliati all’Isis. A fare da intermediari tra la Puglia e l'Albania sarebbero stati, invece, Leshi e Ramku mentre Belba si sarebbe incaricato di trasferire materialmente il denaro con la complicità di altre due persone in Albania. Trasferimento che sarebbe avvenuto attraverso sistemi non tracciabili ma anche fisicamente, trasportando il denaro in un borsone nascosto in un camion a bordo di un traghetto. Viaggi che l'uomo avrebbe effettuato ogni due mesi negli ultimi due anni. 

Le intercettazioni

Il Covid è «un minuscolo soldato di Allah, mandato sulla terra per punire la miscredenza degli occidentali». È una delle frasi intercettate nell'inchiesta della Dda di Bari sul presunto gruppo di finanziatori dell'Isis di origine albanese, finiti oggi agli arresti domiciliari. «Il coronavirus - dicono gli indagati - è stato creato e voluto da Allah per ricordare la natura insignificante degli uomini sulla terra». Uno dei quattro arrestati, il 33enne Elsio Ramku, ha ottenuto anni fa la cittadinanza italiana e dopo aver superato un concorso pubblico, è dipendente comunale e lavora nell'ufficio tecnico del Comune di Bari. Le indagini della Digos, coordinate dal pm Domenico Minardi, hanno accertato che uno degli arrestati avrebbe anche condiviso su Telegram documenti «di chiara matrice jihadista», video e audio di propaganda dell'Isis/Daesh, comunicati degli ex leader dello Stato islamico Abu Bakr Al Baghdadi e del suo successore Ebu Ibrahim El Hashimi El Lureshi, tutti tradotti dall'arabo in albanese.

La propaganda terroristica: «L'Occidente vuole il gas dell'Ucraina»

«Ci sono molte conversazioni in cui si fanno analisi di vicende internazionali. Ce n'è una che ha colpito particolarmente, del luglio 2020, perché, a distanza di tempo, letta oggi fa un certo effetto: si parla dei Balcani e dell'Ucraina in una visione di contrapposizione estrema tra Occidente e Oriente». Lo ha detto il procuratore aggiunto di Bari Francesco Giannella, coordinatore della Dda. «Si parla di una appropriazione dell'Ucraina da parte degli occidentali - ha spiegato Giannella - finalizzata ad appropriarsi del gas ucraino. Non serve a dare una lettura delle vicende attuali, questo è chiaro, però fa capire qual è il substrato culturale e di convinzioni che serpeggia in certi ambienti, che vedono ogni evento internazionale come un evento di contrapposizione estrema tra Occidente e Oriente».

Fdi: interrogazione su dipendente del Comune arrestato

«Il terrorista arrestato nel blitz condotto dalla Dda è in servizio presso gli uffici tecnici del comune di Bari. Una notizia sconcertante che solleva molti dubbi e perplessità». Lo ha dichiarato il capogruppo al Comune e vice coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Filippo Melchiorre. «Per questo invierò un'interrogazione urgente domani mattina per conoscere quando è stato assunto e con quali modalità - ha aggiunto - e, soprattutto, se sono mai stati verificati tutti i requisiti penali prima e durante l'assunzione. E evidente che sono saltati tutti gli strumenti di controllo nell'amministrazione comunale. Sono anni che chiediamo la rotazione dei dirigenti e delle posizioni organizzative senza essere ascoltati».

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