Parco della Giustizia, è scontro a Bari: non abbattete le casermette

Parco della Giustizia, è scontro a Bari: non abbattete le casermette
di Samantha Dell'EDERA
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Martedì 27 Settembre 2022, 08:49

«Una demolizione che costa 14 milioni di euro, cioè tre volte le somme consuete per tali interventi, con un cronoprogramma iperbolico, che conferma l'assoluta illegittimità di questo procedimento, prima di conoscere il progetto in fase di redazione del primo lotto e senza una variante al piano urbanistico vigente». A parlare è Leonardo Scorza, presidente del comitato di scopo che insieme a residenti e associazioni si sta battendo contro la realizzazione del parco della Giustizia a Bari. Sotto accusa l'ultimo bando dell'Agenzia del Demanio per affidare i lavori di demolizione di tutti i manufatti presenti nelle aree occupate dalle caserme dismesse Capozzi e Milano al costo di 14 milioni di euro (con offerte da presentare entro il 19 ottobre).

La battaglia del comitato


«Il comitato di scopo non demorde e lotta per non perdere l'unico ed ultimo polmone di verde di Bari prosegue Scorza alla variante impossibile nessun serio riferimento ma, nonostante l'impugnativa dell'aggiudicazione e il prossimo appello al Tar Bari, il programma scellerato va avanti, a discapito del verde, dell'ossigeno, delle necessità del rione Carrassi e dell'intera città di Bari, sommersa dal cemento contrariamente a quanto prevede il redigendo piano urbanistico, tenuto nel cassetto dall'amministrazione comunale».
«Entro il 2025 proseguono i residenti - avremo Procura, Tribunale penale e giardini, quasi che si possano superare facilmente le criticità di una gestione disinvolta di un'area destinata a verde di quartiere che viene letteralmente sommersa dal cemento (484.000 metri cubi), in spregio alle esigenze della cittadinanza». L'appello è di «evitare questo scempio», continua la nota. «In un momento di profonda crisi economica, laddove il finanziamento dell'opera ad oggi è definito per 96 milioni di euro: tutto il restante è ancora da chiedere, ottenere e gestire. L'opera infatti non è ancora finanziata per intero e tuttavia si vuole iniziare a tutti i costi a costruirla - conclude la nota - senza sapere se si potrà concludere: questo modo di amministrare è lontanissimo dal buon senso e dalla ragionevolezza nello spendere soldi pubblici».

Il comitato di scopo ha presentato il 14 settembre il ricorso al Tar impugnando la determina con la quale l'Agenzia del Demanio procedeva all'aggiudicazione del concorso di progettazione per il Parco della Giustizia. Il comitato aveva presentato già un primo ricorso al Tar di Puglia, rigettato con sentenza del 22 agosto 2022, la cui sentenza sarà impugnata in Consiglio di Stato.

I nuovi bandi


E a distanza di pochi giorni sono arrivati altri due nuovi bandi dell'Agenzia del Demanio: il primo, da 14 milioni di euro, inerente le demolizioni dei manufatti nell'area in cui sorgerà il parco della Giustizia, il secondo da 321mila euro (con scadenza il 18 ottobre) per individuare il soggetto che si occuperà del coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori, la direzione operativa e l'ispezione di cantiere.
«Preliminarmente all'affidamento dell'appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione del Parco della Giustizia di Bari si rende necessaria la demolizione dei manufatti esistenti la cui progettazione è stata realizzata internamente all'Agenzia del Demanio», si legge nel disciplinare di gara che prevede due tipi di lavori: il primo con la demolizione dei manufatti ad eccezione dell'edificio 10 e il secondo indicato come lavoro opzionale che prevede appunto la demolizione dello stesso edificio.
I tempi di esecuzione sono stati stimati, per il contratto principale, in giorni 210 e, per i lavori oggetto del contratto opzionale, in giorni 10, naturali e consecutivi, decorrenti dalla data del verbale di consegna dei lavori.
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