Muti al Petruzzelli: Valerio, a sole tre settimane, è lo spettatore più giovane

Muti al Petruzzelli: Valerio, a sole tre settimane, è lo spettatore più giovane
di Elga MONTANI
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Mercoledì 15 Maggio 2024, 20:42 - Ultimo aggiornamento: 21:06

Un sogno, andare a teatro a vedere il maestro Riccardi Muti con il proprio bambino di tre settimane. Una mail, inviata senza alcuna speranza di avere una risposta. I responsabili del teatro che non solo rispondono, ma si attivano per far sì che il sogno diventi realtà.

Non è una favola, ma quanto accaduto solo poche sere fa a Bari. Al teatro Petruzzelli era in programma il concerto di Riccardo Muti con i Wiener Philarmoniker. E tra il pubblico, in un palco riservato, e con tutto ciò di cui aveva bisogno c’era il piccolo Valerio, insieme a mamma Antonella e papà Giacinto, a «respirare la “polvere del palcoscenico” dopo sole tre settimane di vita».

Il racconto di Giacinto

A raccontare la storia, con tanto di testimonianze fotografiche, è stato proprio Giacinto che ha così voluto ringraziare tutti coloro che si sono dati da fare per permettere loro di vivere questa serata indimenticabile. «Spesso sui social leggiamo notizie tremende, tristi – scrive -.

Questi canali vengono utilizzati per denunciare ingiustizie, comportamenti scorretti, per idolatrare cialtroni o mitizzare la mediocrità. Io voglio utilizzare i social per denunciare un atto di civiltà, accoglienza, gentilezza, modernità».

Un ufficio per le necessità del piccolo

Alla mail, scritta nella giornata di sabato, arriva una risposta nella serata di domenica da parte del maestro Luigi Fuiano, che «a nome del “capo” (il sovrintendente Massimo Biscardi, ndr) e mettendomi in contatto con Anna Roberti, ci accorda il permesso di poter utilizzare un ufficio come stanza per le necessità del piccolo dandoci anche la possibilità di accogliere i nonni che avrebbero fatto da baby-sitter». E nel fare i suoi ringraziamenti, Giacinto sottolinea che tutti e tre si sono sentiti «accolti, coccolati, rispettati». «Dopo questa esperienza mi piace pensare che il nostro sia un paese civile, e che le cose belle esistono», conclude Giacinto.

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