Record di aumenti, salasso spesa +21% il pane, oltre 12% le verdure

Record di aumenti, salasso spesa +21% il pane, oltre 12% le verdure
di Samantha Dell'Edera
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Sabato 28 Maggio 2022, 08:13 - Ultimo aggiornamento: 08:17

Salgono i prezzi degli alimenti soprattutto frutta, verdure e pane così come raggiunge persino il +63,5% l'energia elettrica rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e +55,2% il gas. Lo rileva l'indagine sui prezzi al consumo effettuata dal servizio statistica della città di Bari per il mese di aprile. L'indice complessivo è risultato pari a 110,9. Aumenti che stanno avendo serie ripercussioni sulle famiglie: sono sempre di più quelle che si rivolgono all'associazione Incontra e al servizio dell'Emporio sociale per portare qualcosa da mangiare in tavola.

I beni alimentari


Scendendo nel dettaglio, per i beni alimentari e bevande analcoliche si registrano aumenti evidenti (rispetto allo stesso periodo dello scoRso anno) nella frutta con +12,1, per i vegetali con +8,6 e per oli e grassi con + 21,5 e pane e cereali con +8,4. Su base mensile si registra un notevole aumento nella classe relative a oli e grassi(+10,2). Notevole l'aumento nella divisione relativa ad Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, pari a +25,5 rispetto allo scorso anno: gli aumenti si registrano sostanzialmente nell'Energia elettrica (+63,6), nel Gas (+55,2) e nel Gasolio per riscaldamento con un +42,4 rispetto allo scorso anno. A livello congiunturale ossia in base al mese precedente, la divisione evidenzia una flessione pari a -3,9 (Energia elettrica -9,7 e Gas -4,6).

I servizi sanitari


Lievissimi aumenti per i servizi sanitari e per le spese della salute mentre maggiori quelli sui trasporti (+9,2 su base annua). Nel settore Carburanti e Lubrificanti per mezzi di trasporto privati, l'aumento rispetto allo scorso anno è pari a +18,2 mentre si registra una diminuzione nel Trasporto passeggeri su rotaia pari a -10,0 e un aumento nelle classi relative a Trasporto aereo passeggeri (+57,4) e Trasporto marittimo e per vie d'acqua interne (+17,8).

Diversa la situazione su base mensile dove si evidenzia una flessione pari a -2,4, verosimilmente imputabile alla classe Carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto privati (-8,8). Si conferma un aumento congiunturale pari a +42,7 nel Trasporto aereo passeggeri. In aumento invece i prezzi per i servizi ricettivi e di ristorazione in particolare per gli alloggi. Nel settore delle Bevande alcoliche e Tabacchi non si registrano evidenti variazioni: +0,7 su base annua e +0,1 su base mensile, lievi contrazioni congiunturali si registrano nelle classi Alcolici (-0,4) e Birre (-0,2).

Abbigliamento e calzature

 


Aumento tendenziale pari a +1,9 nel settore Abbigliamento e Calzature, in particolare nei Servizi di lavanderia, riparazione e noleggio abiti (+16,1) e riparazione e noleggio calzature (+10,5). Variazione congiunturale negativa (-0,8) nella divisione relativa a Ricreazione, spettacoli e cultura, dove si registrano contrazioni nei gruppi Pacchetti vacanza (-13,3) e Apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici (-2,8). Riduzione nel settore dell'istruzione.
Insomma i beni di prima necessità e le spese relative ad esempio all'energia elettrica e al gas hanno registrato un tale incremento in un anno che le ripercussioni sulle famiglie baresi sono state inevitabili. Lo conferma Michele Tataranni, presidente dell'associazione Incontra.
«Questi incrementi commenta hanno avuto serie ripercussioni sulle famiglie baresi. Le prime emergenze le abbiamo avvertite fin dai primi lievi aumenti, quelli ad esempio sulla pasta e via via la situazione è peggiorata». Incrementi che causano ripercussioni anche sulle donazioni. «Noi facciamo carità con la carità che arriva, e la carità che arriva è in diminuzione, ce ne accorgiamo quando facciamo le collette alimentari o dalle donazioni. Per questo lanciamo un appello alle grandi aziende: non abbiamo bisogno di soldi ma di cibo da donare».
La richiesta di aiuto a Bari è quintuplicata: le famiglie seguite dall'emporio sociale del San Paolo sono 1030. «Ma abbiamo già altre 200 richieste continua Tataranni dobbiamo capire come fare, come gestirle. La disperazione si vede».
 

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