«Preoccupati per le crociere. Il calo degli approdi a Venezia avrà ripercussioni anche qui»

«Preoccupati per le crociere. Il calo degli approdi a Venezia avrà ripercussioni anche qui»
di Beppe STALLONE
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Martedì 24 Gennaio 2023, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 06:40

I numeri relativi al 2022 sono senza dubbio positivi ma l’anno appena iniziato molto probabilmente non sarà contrassegnato dalle stesse performance, sia per cause esterne al Sistema portuale dell’Adriatico meridionale, che per cause interne.

Presidente Patroni Griffi il 2023 sarà soprattutto un anno di sfide da affrontare per il porto di Bari e per gli altri del Sistema. Il 2023 non si preannuncia come un anno di rose e fiori. Quale è la sua opinione?
«Il 2023 si porta alcune criticità, alcune storiche, altre legate alle vicende del momento. Per esempio se continua l’instabilità legata agli eventi bellici in Ucraina. Questo per il nostro sistema è particolarmente importante perché comprime il traffico delle rinfuse, prevalentemente legate al grano, alla movimentazione del grano che appunto è la più influenzata dagli eventi bellici, lo stesso accade per la movimentazione degli idrocarburi».


Ma ci sono anche altre preoccupazioni?
«Abbiamo qualche preoccupazione legata alla crocieristica. Il Covid ha lasciato parecchie ferite. Le navi nel Mediterraneo sono molte di meno, le compagnie soprattutto quelle più importanti hanno dovuto ridurre il numero delle navi e questo ha comportato un minor numero degli scali nel Sistema anche rispetto al 2022. Da aggiungere l’irrisolto problema di Venezia che danneggia moltissimo la crocieristica nell’Adriatico». 


Si riferisce al divieto di passaggio e attracco in Laguna delle grandi navi?
«Anche se nel 2022 abbiamo avuto ottimi risultati quanto a numero di passeggeri, nel 2023 avremo un minor numero di scali, è una realtà che non va taciuta come non va sottovalutato il problema Venezia. Se Venezia faceva 600 scali nel 2018 prima del decreto Franceschini (decreto che ha stabilito l’approdo definitivo delle grandi navi a Venezia fuori dalla Laguna, ndr) ora ne fa 210. Se ti manca la “reginetta del ballo” che è Venezia, il resto dei porti adriatici ne risente. La crocieristica nell’Adriatico è fortemente orientata sulla città più significativa e questo rappresenta un problema per tutti i porti degli itinerari che sono sull’Adriatico». 


Quanto durerà questo andamento negativo?
«Succederà che nel 2024 il numero degli scali crescerà perché le perdite derivanti dal Covid saranno completamente assorbite dalle compagnie. Quindi la curva positiva si potrà riprendere nel 2024, mentre ci aspettiamo chiaramente che aumenti il numero dei passeggeri». 


Il 2023 si preannuncia però come l’anno dei grandi cantieri e delle grandi opere nel porto di Bari, è così?

«Il minor numero di scali nel 2023 ci potrebbe anche tornare utile per alcuni aspetti, perché saremo impegnati ad aprire cantieri. Abbiamo quasi tutti i porti del Sistema che vedono cantieri significativi già in essere o prospettivamente da aprirsi nel 2023». 


Per Bari? 
«Il cantiere che ci attendiamo di inaugurare da qui a brevissimo riguarda la nuova stazione marittima per la crocieristica. Il nuovo terminal crociere. È stata individuata l’impresa vincitrice, fra poco sottoscriveremo il contatto. Poi per quanto riguarda le gare in corso, stiamo completando la gara per il dente d’attracco, c’è l’appalto; i lavori per Marisabella stanno continuando, la colmata si sta trasformando in un banchina come previsto nell’appalto. Qui il tempo contrattuale per la consegna è inizio 2025, spero si possa arrivare a completare l’opera per la fine del 2024. Nel 2023 potremmo avere anche l’appalto della camionabile, perché è in corso la fase autorizzativa e quindi potrebbe essere bandita la gara a breve. Così come forse quest’anno riusciremo a bandire l’appalto per la nuova darsena per i pattugliatori della guardia costiera che permette anche la realizzazione del porto turistico, in zona San Cataldo. Entro l’anno dovremmo avere tutte le gare in corso che riguardano Bari con un punto interrogativo solo sulla camionabile che è un po’ complessa e la segue la Città metropolitana con noi». 


Il traffico delle merci è andato bene nel 2022?
«Il traffico cresce, si consolida la vocazione dei nostri porti come porti di elezione per i rotabili, questa è la scommessa della centralità del nostro sistema in un mercato sempre più globalizzato. Molto bene le rinfuse e anche il settore del project cargo che è molto rilevante nel nostro sistema, per esempio la movimentazione delle pale eoliche e meccaniche». 


Presidente è ottimista per il 2023?
«Assolutamente ottimista per quest’anno, anche se l’impegno richiesto alla struttura è straordinario perché riguarda una massa di opere da mettere in moto, roba da far tremare i polsi». 


Comunque qualche vigile urbano in più all’ingresso del porto forse servirebbe soprattutto in certi periodi dell’anno non crede?
«Anche quello della gestione del traffico è una questione complessa, più aumenta il traffico nel porto più è difficile gestire una infrastruttura a cui manca la camionabile, abbiamo necessità di gestire l’ultimo miglio fra porto e retroporto, attualmente questo viene fatto in modo sottoefficiente». 


Per il porto di Monopoli al di là dei buoni risultati per le crociere luxury persistono problemi strutturali, cosa aspettarsi per il 2023?
«Stiamo andando avanti nel progetto più importante che è quello che riguarda i dragaggi, abbiamo dato un incarico a una delle figure più esperte del settore, si sta procedendo con le caratterizzazione, tutta quella attività complessa prevista dalla legge. E’ un dragaggio complesso perché è un dragaggio in roccia. Avere una progettazione per il 2023 sarebbe già un buon risultato». 

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