Popolare Bari, commissari già insediati, pronto decreto da 1 miliardo per Invitalia
La Procura apre due inchieste

Sabato 14 Dicembre 2019
I nuovi commissari di Banca Popolare di Bari, Enrico Ajello e Antonio Blandini, si sono insediati in banca e oggi hanno incontrato i dirigenti per un primo faccia a faccia. In questa occasione, come ha spiegato quello che fino a ieri era il presidente dell'istituto, Gianvito Giannelli, i commissari hanno ricevuto rassicurazioni sulle condizioni dell'istituto. La continuità della banca è confermata e così la sicurezza di conti correnti e depositi.

«Da parte nostra c'è il massimo rispetto per la decisione dell'autorità e la massima disponibilità a collaborare con i commissari. Abbiamo dato la massima assicurazione sulla piena continuità dell'azienda e c'è un clima sereno e collaborativo da parte di tutti», ha detto Giannelli. In attesa che il Governo domani vari un decreto ad hoc, che potrebbe stanziare fino a un miliardo di euro di soldi pubblici per Bari, sembra molto probabile che l'iter del salvataggio possa slittare di qualche settimana e non sia più chiuso entro il 20 dicembre.

Fonti finanziarie spiegano che i commissari dovranno prendere visione di conti, bilanci e anche del piano industriale già predisposto dalla banca e dai suoi advisor. Il progetto politico è grossomodo tracciato: il Governo vuole fare della Popolare di Bari una banca pubblica che investa nel Meridione. Lo ha spiegato lo stesso premier, Giuseppe Conte: «Interverremo attraverso uno strumento che è nella pancia di Invitalia, Mediocredito Centrale. Cerchiamo di fare di necessità virtù. Assicureremo le necessarie risorse per poi, con il fondo interbancario, intervenire per rilanciare la Pop Bari. Avremo una sorta di Banca del Sud degli investimenti a partecipazione pubblica». 



Il decreto era stato annunciato nell’ordine del giorno del Cdm di ieri con il titolo «Misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimento». Della cifra stanziata, 500 milioni sarebbero subito destinati al Mediocredito centrale, che è interamente controllato da Invitalia, per consentirgli di partecipare al rilancio della Banca popolare di Bari con il Fondo interbancario di tutela dei depositi.

La Procura di Bari ha aperto nelle ultime settimane due nuove inchieste sulla Banca popolare di Bari commissariata venerdì da Bankitalia: una indagine è scaturita da una lettera della Consob inviata alcuni giorni fa alla Procura sul mancato invio delle comunicazioni e un'altra su un esposto presentato il 15 novembre scorso da un azionista che riguarderebbe gli aumenti di capitale del 2014 e del 2015. 

L’esposto, a quanto si apprende, riguarderebbe gli aumenti di capitale del dicembre 2014 e del giugno 2015 con emissione di nuove azioni, collegati alla questione degli «avviamenti», cioè acquisizioni di altri enti creditizi o sportelli, a partire dalla vicenda Tercas, già al centro di un’inchiesta a carico dei vertici dell’istituto di credito. L’esposto, infine, farebbe riferimento alla questione dei crediti deteriorati e inesigibili che, insieme ai costi, avrebbero causato le principali perdite. Anche questo è un aspetto già al vaglio della magistratura barese in altre inchieste con riferimento alla concessione di prestiti, fidi e mutui senza garanzie.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, dovrà valutare se quanto segnalato dal presidente Consob Paolo Savona configuri ipotesi di reato. Ultimo aggiornamento: 21:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA