Pnrr, corsa ai finanziamenti. Nodo verde: 10 milioni di acconto, il mancato rispetto del cronoprogramma annullerebbe le risorse: il Comune accelera

Pnrr, corsa ai finanziamenti. Nodo verde: 10 milioni di acconto, il mancato rispetto del cronoprogramma annullerebbe le risorse: il Comune accelera
di E.Mon.
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Mercoledì 9 Febbraio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 18:01

Prosegue il percorso verso la realizzazione dei progetti che il Comune di Bari ha candidato al programma operativo innovativo per la qualità dell’abitare – PINQuA, nell’ambito del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza). Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i decreti di ammissione definitiva al finanziamento delle proposte sul sito del ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili. Il Comune di Bari, nell’ambito di questa branca dei finanziamenti, ha ottenuto 100 milioni di euro per il progetto pilota del nodo verde di Fuksas, e altri 30 milioni di euro (15 per ogni progetto) per i progetti «Made in San Pio» e «Santa Rita, il quartiere che abbraccia la cava». In seguito alla pubblicazione dei progetti ammessi in via definitiva, sono anche stati specificati gli acconti sulla cifra ottenuta che verranno erogati. Tali acconti sono pari al 10% del totale, per cui sono un milione e mezzo ciascuno per i due progetti che riguardano San Pio e Santa Rita, e 10 milioni di euro per il progetto del nodo verde. Quest’ultimo rientra tra gli otto progetti pilota ad altro rendimento. Come si legge sul sito del ministero: «Il progetto per Bari è finalizzato alla riorganizzazione dell’area in prossimità della stazione ferroviaria centrale, come cerniera di congiunzione tra il centro storico e l’area urbana moderna. È previsto un insieme integrato di interventi infrastrutturali per la mobilità multimodale, oltre a interventi di riqualificazione e ristrutturazione urbanistica con la creazione di nuovi spazi verdi e l’aumento di servizi». 

Riqualificazione

Per quanto riguarda invece «Made in San Pio» e «Santa Rita, il quartiere che abbraccia la cava» parliamo di 320 interventi di rigenerazione di ambiti urbani, che si muoveranno su cinque principali linee di azione: riqualificazione, riorganizzazione e incremento del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale; rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati anche attraverso la rigenerazione del tessuto urbano e socioeconomico e all’uso temporaneo; miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e della dotazione di servizi e delle infrastrutture urbano locali; rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale e migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici anche attraverso l’uso di operazioni di densificazione; individuazione e utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano nonché di processi partecipativi, anche finalizzati all’autocostruzione.

Le procedure

La procedura del piano prevede ora che, per ogni proposta ammessa a finanziamento, verrà stipulata una convenzione tra il soggetto beneficiario PINQuA e l’amministrazione responsabile. Successivamente alla stipula dovrà essere presentata una serie di documenti: determina a contrarre; relazione a firma del responsabile del procedimento con la quale si attesti che il progetto posto a base di gara è conforme al progetto valutato e ammesso a finanziamento; quadro economico complessivo della proposta limitatamente agli interventi finanziati o cofinanziati dal programma PINQuA. Tale documentazione, da bando, risulta necessaria per l’erogazione delle ulteriori somme, successive all’acconto, e dovrà essere trasmessa entro 365 giorni dall’erogazione dello stesso. Dopo l’acconto che, come detto, è pari ad un 10% dell’importo ottenuto, verranno erogate una o più quote intermedie fino al raggiungimento del 90% (compresa l’anticipazione) dell’importo della spesa della proposta, sulla base delle richieste di pagamento, a titolo di rimborso per le spese effettivamente sostenute. Al termine verrà data una quota a saldo, sulla base della presentazione della richiesta di pagamento finale, attestante la conclusione degli interventi facenti parte della proposta. Ricordiamo che il mancato rispetto del cronoprogramma di realizzazione della proposta ammessa a finanziamento può portare ad una revoca parziale o totale dei fondi ricevuti. Il termine ultimo per la realizzazione degli interventi è il 31 marzo del 2026.

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