Pasolini, cento anni dalla nascita. E Bari progetta di dedicargli un murale

Il murale di Roma
Il murale di Roma
di Luciana CICERONE
4 Minuti di Lettura
Lunedì 10 Gennaio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 13:42

Il 2022 è l’anno di Pasolini e Bari vuole ricordarlo. Lui che, appena ventinovenne, giunse in città nel 1951 a seguito della guerra. Affascinato dal lungomare, dedicò versi unici al capoluogo pugliese nel raro racconto dal titolo “Le due Bari”: «Che freschezza, la mattina a Bari! […]. Davanti al lungomare (splendido), sotto l’orizzonte purissimo, una folla di piccole barche piene di ragazzi si lascia dondolare nel tepore della maretta». Bari sta pensando di omaggiare il grande poeta, nell’anno del suo centenario, in un modo alternativo: la realizzazione di un murale, valutando ogni angolo a disposizione della città. L’idea parte dall’associazione Retake, movimento spontaneo di cittadini no-profit e apartitico. Retake negli ultimi quattro anni ha recuperato dieci scuole vandalizzate, realizzato cinque murales, organizzato innumerevoli clean up in spiaggia e azioni di recupero di giardini e parchi urbani. A Pasolini, tra l’altro, sarà dedicata anche la tredicesima edizione del Bif&st, come annunciato dal direttore Felice Laudadio durante la conferenza finale del 2021.


L’idea si riconnette alle iniziative dell’ultimo anno e alla relativa “invasione” di murales all’interno della città. Per citarne alcuni: quello di Chekos’art, realizzato l’anno scorso nel quartiere San Paolo, dedicato a Maria Colangiuli e alle donne vittime di violenza. Una morte tragica, quella della Colangiuli, vittima innocente di mafia nel 2000. Oltre vent’anni fa, la signora Maria era in casa, sul balcone della sua abitazione, quando un colpo di fucile calibro 12 entrò da una finestra aperta e la colpì ad un fianco. Ad oggi, non sono stati ancora individuati ed arrestati i responsabili di quel folle gesto. 

Il progetto

L’opera, insieme ad altre, rientra nel progetto “QMSan Paolo” – curato da Mecenate 90 ed Ecomuseo Casilino e sostenuto dal Comune di Bari e dalla Regione Puglia – il cui obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza sul valore di un’iniziativa che propone un dialogo tra arte pubblica e città anche attraverso la divulgazione di precisi messaggi.


Come appena accennato non si è trattato dell’unico murale. Bari, totalmente aperta a questa nuova forma d’arte, è diventata un vero e proprio museo a cielo aperto lo scorso 24 ottobre. Ad oggi i murales realizzati nel quartiere San Paolo – precisamente sulle palazzine Arca – sono ben dieci. 


Artisti pugliesi, italiani e internazionali (Skolk, Rizek, Awer, Chekos, Davide DPA, James Reka, David Pompili, Manu Invisibile, Hogre) hanno trasformato le aree attorno a via Saverio Altamura con sensazionali opere di street art: dieci murales per ridisegnare la geografia della periferia barese e rendere un quartiere come il San Paolo un polo d’interesse turistico. 

L'interesse della città

In verità, già nel 2019, la città di Bari aveva mostrato grande interesse per questa nuova forma d’arte: l’associazione “Cellule Creative”, che tra l’altro ha collaborato allo stesso progetto “QMSan Paolo”, realizzò il murale di San Nicola che è stato recentemente illuminato. Al termine dei murales si è tenuta anche una grande festa per inaugurare il nuovo quartiere museale San Paolo, affinché diventi un attrattore turistico-culturale. «Questo progetto non risolve i problemi di quel quartiere, – scrisse il sindaco Decaro – che ne ha tanti e su cui stiamo lavorando, ma è un primo passo per portare una ventata di bellezza e far crescere uno spirito di comunità e di orgoglio che ci serve per fare emergere le energie e le potenzialità che ci sono al San Paolo».


Ma non finisce qui: il sindaco ha annunciato per questa primavera l’arrivo al teatro Margherita degli artisti Banksy e Obey. La street art spopola a Bari e spunta la proposta per ricordare Pasolini.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA