Partorisce in casa grazie al marito: «Un'esperienza indimenticabile»

Partorisce in casa grazie al marito: «Un'esperienza indimenticabile»
di Alfonso SPAGNULO
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Martedì 8 Febbraio 2022, 08:17 - Ultimo aggiornamento: 14:23

Un parto di altri tempi oseremmo dire. Una storia a lieto fine, accaduta a Monopoli, per madre e bambino. I protagonisti di questa storia sono Marta Polignano e il piccolo Paolo. Nella notte tra il 29 e 30 gennaio Marta, che aveva già superato le 40 settimane di gestazione, avverte dei forti dolori e allerta il marito, Andrea Mirizio, titolare di un'agenzia di pratiche automobilistiche.

Il racconto

«Eravamo stati in ospedale al mattino per un tracciato di controllo spiega proprio Andrea Mirizio -. Era tutto a posto e siamo tornati a casa. Intorno alle 2.30, però, mia moglie si è accorta che stavano iniziando le contrazioni e che si facevano via via più intense. Neanche il tempo di predisporci e le acque si sono rotte. Noi abbiamo altri due bambini, una di 4 anni e mezzo e uno di due anni, e dovevamo pensare anche a loro, che stessero tranquilli. Eravamo intenzionati a vestirci e andare in ospedale. Era nostra intenzione ma non abbiamo fatto in tempo. Infatti il bambino è nato in casa. Esattamente in cucina, con mia moglie appoggiata a me e alla credenza mentre la badante di mia madre, che vive con noi, ci dava una grossa mano. Io avevo assistito al parto degli alti due e quindi sono riuscito a restare freddo fino a quando il piccolo Paolo non è uscito del tutto e mia moglie ha potuto prenderlo in braccio».

Un sogno realizzato

Ironia della sorte Marta, 31 anni, impiegata in una cooperativa agricola, aveva sempre sognato di poter partorire in casa. «Appena Paolo è nato ho allertato il 118 continua Andrea -. Loro mi hanno detto cosa dovevo fare: avvolgere il bambino in un asciugamano per scaldarlo ma soprattutto faro piangere affinché respirasse e si liberassero i polmoni. Abbiamo dovuto sculacciarlo quattro volte prima il piccolo si mettesse a piangere. Dopo di che abbiamo atteso che il 118 giungesse a casa per tagliare il cordone ombelicale dopo di che hanno preso mia moglie e il bambino per portarli in ospedale. Che dire: è stata un'esperienza bellissima ed emozionante anche se a mente fredda penso e se qualcosa fosse andata male?. Comunque Marta e Paolo dopo due giorni di ospedale sono tornati a casa e stanno bene entrambi. Devo sottolineare comunque la bravura di mia moglie che anche nei momenti più dolorosi non ha mai perso la calma ed è stata serena e tranquilla. Come abbia fatto in quegli istanti frenetici e intesi lo sa solo lei. So soltanto che lei sognava di poter partorire a casa».
Il piccolo Paolo pesa quasi tre chili e ora è il cocco di casa, viziato dall'amore dei due genitori e dei fratellini.

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