Papa Francesco incontra i sindaci. Decaro: «Ci ha esortato alla necessità dell'ascolto di chi è in difficoltà e ad immaginare città migliori». Ecco chi c'era

Papa Francesco incontra i sindaci. Decaro: «Ci ha esortato alla necessità dell'ascolto di chi è in difficoltà e ad immaginare città migliori». Ecco chi c'era
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Sabato 5 Febbraio 2022, 16:41 - Ultimo aggiornamento: 17:07

"Anche io sono sindaco di qualcosa". «Con queste parole oggi Papa Francesco ha accolto noi sindaci in Vaticano. A lui va il nostro grazie per l'attenzione e la vicinanza che abbiamo sempre sentito». E il commento su facebook del presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, commentando l'udienza dal Santo Padre con i sindaci provenienti da tutta Italia.

«Ancora una volta - ha detto Decaro - , con le sue parole sulla responsabilità di prendersi cura degli altri, ci ha restituito il senso di un lavoro quotidiano che cerchiamo di onorare al meglio ogni giorno nei nostri territori. Papa Francesco ci ha esortato alla necessità dell'ascolto di chi è in difficoltà e alla capacità di immaginare città migliori. Al suo appello noi sindaci rispondiamo con la stessa forza e determinazione che ci è stata chiesta in questi anni in cui abbiamo dovuto far fronte alla paura e alle difficoltà della pandemia - conclude il primo cittadino -. Il suo esempio e il suo appello saranno per noi una guida morale e istituzionale nel lavoro che ci attende nei prossimi mesi per la ricostruzione fisica e sociale del nostro Paese».

Il sindaco di Brindisi

«È stata una mattinata speciale, insieme ai sindaci d'Italia ho partecipato all'udienza di Papa Francesco nella storica e affascinante Sala Clementina - è il commento del sindaco di Brindisi Riccardo Rossi - Il Papa ci ha donato la sua riconoscenza e comprensione per il ruolo delicato che ricopriamo e per essere stati punto di riferimento nell'emergenza sanitaria.
Ci ha parlato della "solitudine della responsabilità”, una condizione che conosce bene e che scherzosamente ha confessato "anch'io sono sindaco di qualcosa"».


«Un uomo ironico dal cuore grande che ci ha chiesto di investire in bellezza proprio lì dove c'è degrado e di rafforzare le reti solidali, come quelle sperimentate durante la Pandemia, dove "volontari, vicini di casa, personale sanitario e amministratori si sono spesi per alleviare le sofferenze e le solitudini...". Un altro paragone che ci ha regalato: il nostro mestiere al servizio del bene comune come forma alta di carità, “anche in una città, a situazioni differenti si deve rispondere con attenzioni diversificate”. Davvero un grande insegnamento quello dell'ascolto - ha concluso il sindaco - , viviamo tempi veloci e dobbiamo muoverci tra emergenze e priorità ma non dobbiamo dimenticare di fermarci per ascoltare.
Porto con me e nella nostra comunità la ricchezza di queste parole, con la fiducia di lavorare nella giusta direzione».

Il sindaco di Lecce


«È stato un incontro emozionante e pieno di significato. Il Papa, nel suo discorso, ha parlato della pandemia, delle crisi che ha generato, ma anche di periferie, di lavoro, di povertà, di reti solidali - commenta Carlo Salvemini, sindaco di Lecce - Occorre investire in bellezza - ci ha detto - laddove c'è più degrado, in educazione laddove regna il disagio sociale, in luoghi di aggregazione sociale laddove si vedono reazioni violente, in formazione alla legalità laddove domina la corruzione».


«Saper sognare una città migliore - questo il passaggio che più ho apprezzato - e condividere il sogno con gli altri amministratori del territorio, con gli eletti nel consiglio comunale e con tutti i cittadini di buona volontà, è un indice di cura sociale», ha concluso il primo cittadino. 

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