Nodo ferroviario, Rodio (Rfi): «Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione
già tre volte, il progetto andrà avanti»

Nodo ferroviario, Rodio (Rfi): «Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione già tre volte, il progetto andrà avanti»
di Beppe STALLONE
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Venerdì 25 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:06

L’avvocato professor Raffaele Guido Rodio è il rappresentante legale di Rfi. La sentenza del Tar Puglia non pone certo la parola fine a questa lunga battaglia sul nodo ferroviario.
Avvocato ora che succede? 
«Rete ferroviaria italiana proporrà appello in Consiglio di Stato che ha già sospeso per ben tre volte i provvedimenti del Tar di Bari. Prima ha sospeso la sospensiva che fu data dal Tar di Bari, con un decreto presidenziale monocratico, poi con un’ordinanza collegiale (quella del 25 luglio, ndr) e la terza volta quando ha respinto il ricorso in revocazione fatto dai Fatone dichiarandolo infondato. Per ben 3 volte con una ordinanza di 17 pagine il magistrato ha detto come dovevano andare le cose». 


Ma il Tar di Puglia ce l’ha con Rfi?
«Non credo ci siano forme di preclusione. Il giudice decide sulle motivazioni espresse dalle parti». 
Adesso comunque fate ricorso.
«Non ho ancora ricevuto l’incarico ma penso proprio di sì. Fra l’altro bisogna fare presto. Non si possono bloccare 426 milioni di lavori in corso per la tutela di un albero di carrubo». 
Circa 426 di cui 204 del Pnrr. Ma l’altra ipotesi di variante la 2f perché non prenderla più in considerazione? Fatone e ambientalisti non sono contro la realizzazione del raddoppio della linea ma che non vada a impattare su Lama San Giorgio e non sia a soli 10 metri dall’abitazione. 

Raffaele Guido Rodio


«Il Consiglio di Stato ha negato che esistano delle possibilità di variante. Lo ha detto nell’ordinanza di sospensiva di luglio. Ha detto: il progetto è uno solo, quello approvato dal Cipe nel 2015, non ci sono alternative di varianti».
Ma rispetto al Piano paesaggistico territoriale tematico la variante adottata da Rfi è impattante.

«Nonostante ci siano dei profili di contrasto col Pptr comunque la Regione ha dato parere favorevole perché l’importanza dell’opera è tale che si può derogare. Lo ha scritto nella delibera la 130 con la quale ha dato il parere paesaggistico e che oggi risulta essere stata annullata dal Tar di Bari».
L’autorizzazione paesaggistica è alla base del progetto Rfi. Ma la Regione si è basata su un’istruttoria fatta dalla Soprintendenza. Forse non sono tutte della Regione le responsabilità, non crede?
«La Soprintendenza è stata categorica ha detto che lì non ci sono insediamenti archeologici meritevoli di tutela».


La Regione ha quindi agito di conseguenza?
«È ovvio».
Se il Consiglio di Stato dovesse accogliere ancora una volta la vostra istanza, si potrà dire definita per sempre la questione?
«Col Consiglio di Stato finisce il giudizio che si svolgerà in due round. Il primo sulla richiesta di sospensione degli effetti della sentenza del Tar il che potrebbe comportare la ripresa dei lavori, il secondo sarà in sede di udienza di merito che comunque con la normativa attualmente vigente, in base al decreto legge approvato questa estate, l’udienza deve essere fissata entro un mese. Per cui si chiuderà entro la fine dell’anno. Tra l’altro c’è un altro aspetto e cioè che su questa stessa questione c’è stato un ricorso autonomo di un’organizzazione ambientalista sarda, il Gruppo di intervento giuridico che ha fatto ricorso al Tar impugnando gli stessi atti e il Tar ha dichiarato il ricorso inammissibile e infondato». 
Odv, Gruppo di intervento giuridico chiede l’istituzione del Parco di Lama Balice. 
«Il parco non esiste. Non è mai stato istituito e non potrà essere istituto perché quel disegno di legge regionale al quale continuano a fare riferimento, innanzitutto non è mai stato discusso in Consiglio regionale e poi come tutti i progetti di legge pendenti è decaduto con la fine della legislatura regionale, quindi non esiste più e non è mai stata riproposto».
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