Terlizzi, morto il vigile De Sario: rimase ferito nell'attentato del '93 ed era considerato un eroe

Terlizzi, morto il vigile De Sario: rimase ferito nell'attentato del '93 ed era considerato un eroe
di Matteo CAIONE
3 Minuti di Lettura
Sabato 20 Agosto 2022, 17:39 - Ultimo aggiornamento: 17:50

È morto questa mattina, stroncato da un malore, l’ex maresciallo della polizia municipale di Terlizzi, Gioacchino De Sario, il vigile urbano che scampò all’attentato compiuto nel 1993 davanti a Palazzo di Città. De Sario rimase ferito gravemente nell’esplosione dell’autobomba piazzata nei pressi del Comune, in piazza IV Novembre. In pensione da quattro anni, si è spento improvvisamente questa mattina, in Trentino, dove era in vacanza. Aveva 70 anni.

Chi era

A Terlizzi era considerato un’istituzione non solo per essere sopravvissuto ad un attentato dinamitardo ma anche e soprattutto per il suo garbo e per il suo impegno in prima linea a favore della sua comunità portato avanti con grande senso del dovere sia quando addosso aveva una divisa sia nella sua seconda vita da pensionato.

Tornando a quel 7 maggio del 1993, fu proprio il maresciallo Nino De Sario a compiere il controllo all’interno dell’auto che da un secondo all’altro sarebbe poi esplosa. Fu lui ad aprire la portiera di quella vettura abbandonata. In una frazione di secondo la violenta deflagrazione lo colpì in pieno scaraventandolo a decine di metri di distanza. Fu proprio quella portiera a fargli da scudo e a salvargli la vita. E fu proprio lui ad evitare una strage: poco prima dell’esplosione si adoperò ad allontanare passanti e dipendenti del Comune da quell’auto sospetta che si trovava davanti al municipio. Anche per questo De Sario, in servizio nella polizia municipale dal 1982, era considerato un eroe. «Ho fatto solo il mio lavoro», amava però ripetere il maresciallo schermendosi con timidezza dalla retorica dell’eroe.

Il simbolo della Terlizzi migliore

De Sario fu sottoposto ad alcuni interventi chirurgici e per settimane lottò tra la vita e la morte. Resta il simbolo della Terlizzi migliore, il simbolo delle istituzioni negli anni avvolti dal terrore e dagli attentati in tutta Italia. Il consiglio comunale di Terlizzi era stato sciolto per infiltrazioni mafiose da appena qualche mese. E l’azione criminale di quel 7 maggio si verificò, in una triste coincidenza, venti giorni prima della strage di via dei Georgofili a Firenze (dove morirono proprio un vigile urbano e la sua famiglia) e dopo meno di un anno dagli attentati ai giudici Falcone e Borsellino. Ovviamente, mandanti e moventi completamenti diversi, ma la cappa di terrore che avvolgeva l’Italia in quegli anni era la stessa. In quel clima e in quella scia di sangue si inserì anche l’attentato di Terlizzi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA