Natale e lavoro no stop nei negozi del centro e della grande distribuzione: arriva il commesso "weekendista"

Natale e lavoro no stop nei negozi del centro e della grande distribuzione: arriva il commesso "weekendista"
di Adalisa MEI
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Sabato 19 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 10:33

Arriva il Natale e il lavoro si molptiplica. Orari no stop nel periodo delle feste: e arriva la figura del "weekendista". Una sorta di "schiavitù' moderna". È così che i lavoratori, per lo più i commessi, descrivono la propria occupazione all'interno dei negozi durante il periodo natalizio. E si parla anche di attività presenti nel centro di Bari, e non delle grandi catene e della grande distribuzione. Turni di lavoro di 12 ore consecutive senza sosta. Sabato e domenica inclusi. Nessun giorno di riposo durante la settimana previsto. La vita del commesso diventa una sorta di appendice del negozio stesso. Il monte ore non viene rispettato. Assunti per ventiquattro ore o per quaranta, il turno finisce quando è il momento. Cioè quando lo decide il titolare. Il tutto, nella maggior parte dei casi, senza il riconoscimento di un pagamento extra. Insomma la busta paga resta la stessa. 


I dipendenti dei negozi durante il periodo natalizio sono quindi sottoposti a turni di lavoro che loro stessi definiscono «massacranti», ma da cui non riescono a sottrarsi. Magari per paura di perdere l'occupazione, ma soprattutto lo stipendio. I commessi del centro di Bari, come dei quartieri di periferia, praticamente lavorano no stop dai primi di dicembre, quindi con l'arrivo della festa dall'Immacolata, fino a tutta l'Epifania. Per poi continuare ancora nel periodo dei saldi. Una situazione conosciuta ai più, tanto che anche Barbara Neglia, segretario generale Filcams Cgil Puglia, spiega: «Quando arriva Natale non esiste orario, non esiste festa e riposo. Non esiste nessun alcun tipo di regolamentazione per i lavoratori all'interno dei negozi. Dalla nostra esperienza posso con certezza affermare che le ore supplementari ed extra per la maggior parte delle volte non sono retribuite. Di solito le ore di straordinario vengono forfettizzate, ma questo accade nelle situazioni più favorevoli. In alcuni casi non è previsto alcun rimborso. Non esiste alcuna forma di tutela per i commessi. Il problema sostanziale - precisa però Neglia - è che difficilmente a noi sindacati vengono rappresentate le situazioni di difficoltà dei lavoratori nei negozi privati. L'iscrizione al sindacato infatti potrebbe avere delle ripercussioni con il titolare che vive l'iscrizione come una sorta di intromissione nel rapporto lavorativo. All'interno dei piccoli negozi la nostra rappresentanza è quindi molto risicata.  C'è quindi una sorta di resa dei lavoratori che sanno che quando arriva Natale c'è molto poco da fare. Devono solo lavorare».


"La festa non si vende" è quindi lo slogan per cui si batte proprio la Filcams Cgil Puglia. «Non esiste salario  - precisa infatti il segretario generale - che possa ricompensare la mancata fruizione di una festa in famiglia. Il lavoratore non deve abbassare la testa, per paura di ripercussioni di carattere occupazionale successive. Al netto delle grandi catene, che sono sindacalizzate, quello che bisogna dire ai lavoratori è che il lavoro festivo ed extra se non è incluso contrattualmente, non è obbligatorio». 


Nei grandi magazzini dei più noti marchi internazionali così come nella grande distribuzione i lavoratori sono più tutelati. «Qui - precisa infatti Neglia - i dipendenti si confrontano con le organizzazioni sindacali che possono al meglio tutelare i loro diritti. All'interno delle grandi catene, esiste appunto il contratto del "weekendista" che va a sopperire la mancanza di disponibilità legittima dei dipendenti di non lavorare la domenica e durante i festivi. Questo contratto dà la possibilità a chi lo desidera di poter svolgere la propria attività solo sabato e domenica, sostituendo quindi coloro che lavorano nel corso della settimana. L'esistenza di questo contratto implica quindi una maggiore tutela dei lavoratori infrasettimanali all'interno delle grandi catene». Aziende come Leroy Merlin a Bari infatti ricercano giovani talenti che frequentano l’università e che hanno disponibilità a lavorare nel weekend su turni di 6/8 ore con un monte ore massimo di 20 ore settimanali.

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