Strappa la collana a una donna: un arresto

Strappa la collana a una donna: un arresto
di Nicola MICCIONE
4 Minuti di Lettura
Giovedì 6 Ottobre 2022, 10:10 - Ultimo aggiornamento: 17:11

I carabinieri di Molfetta volevano dare una risposta immediata ai propri cittadini, dopo gli ultimi episodi di microcriminalità riscontrati in città, e l’hanno fatto arrestando un 35enne del posto, Nicola Pappagallo - ristretto ai domiciliari -, che avrebbe strappato con prepotenza una collana in oro ad una donna: colto sul fatto, è finito in manette, mentre con la refurtiva si cerca anche il complice, riuscito a dileguarsi. Il furto con strappo è avvenuto nel primo pomeriggio dello scorso 28 settembre, all’incrocio tra via Carabellese e via Baccarini.

Paura in centro

È stato il tipico scippo: i banditi hanno adocchiato da lontano una donna, poi si sono avvicinati e con violenza le hanno sottratto la collana che aveva al collo. Tutto è avvenuto per strada, in centro. Avvicinata alle spalle dai due, entrambi a volto scoperto, si è sentita strattonare. Afferrato il monile, i due si sono allontanati in fretta e in furia verso via Cairoli. La fuga del 35enne, però, è durata un battito di ciglia. L’intervento degli uomini della compagnia, già in zona nell’ambito dei consueti controlli del territorio, è scattato subito dopo la segnalazione da parte della vittima, che ha riferito di essere stata scippata della propria collana. Le immediate ricerche si sono concluse in pochissimi minuti: le indagini dei militari, fra le testimonianze dei presenti e l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private, hanno permesso di raccogliere in breve numerosi «indizi di colpevolezza» nei confronti dell’uomo, individuato e subito fermato. Il 35enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici e per vecchie vicende legate proprio ai furti, è stato portato in caserma, tratto in arresto con l’accusa di furto con strappo, trasferito nel carcere di Trani e infine, dopo l’udienza di convalida davanti al giudice Sara Pedone, è stato accompagnato a casa, ai domiciliari.

Sicurezza in strada

Un tema, quello della microcriminalità a Molfetta, città in cui le auto vengono cannibalizzate in pieno centro (prede preferite le Fiat 500 con i ladri che hanno addirittura rubato i fari posteriori), del quale si è parlato anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale e che, secondo Felice Spaccavento, consigliere comunale di Rinascere, «sta determinando grave allarme sociale a Molfetta, soprattutto perché non si tratta di fenomeni saltuari e slegati tra loro, ma di episodi sempre più frequenti che creano una grave percezione di insicurezza tra i cittadini. A tutto questo, poi, va anche aggiunto l’insensato spegnimento dell’illuminazione pubblica in molte zone della città, lasciate completamente al buio dalle prime ore della sera». Il dirigente medico, inoltre, ha invocato un intervento tempestivo «non solo con un approccio repressivo, pur necessario, per arginare questi fenomeni e garantire la sicurezza dei cittadini, ma anche mettendo in campo iniziative su più livelli: sociale, culturale, formativo e urbanistico, migliorando la fruibilità dei quartieri e delle aree pubbliche e potenziando gli spazi di aggregazione giovanile». Fra le proposte del suo gruppo civico «i “percorsi sicuri” tra centro e periferie, l’estensione dell’orario di servizio per la Polizia locale e il potenziamento dei servizi di ascolto e di sensibilizzazione dei più giovani sui temi della legalità». Per Matteo d’Ingeo, invece, «nulla di nuovo all’orizzonte, la crisi socio-economica che il paese sta attraversando si traduce anche nell’aumento di microcriminalità diffusa». Il coordinatore cittadino del Liberatorio Politico, infine, ha chiesto di «rilanciare e convocare il comitato comunale di monitoraggio sui fenomeni delinquenziali, con una nuova formula organizzativa. In questo particolare momento storico - ha concluso - è ancor più importante la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadinanza attiva»
[RIPRODUZ-RIS]© RIPRODUZIONE RISERVATA-SEPA

© RIPRODUZIONE RISERVATA