Modugno, occupazione abusiva di scuole: 18 indagati, anche gli ultimi tre sindaci

Giovedì 28 Gennaio 2016

BARI, 28 GEN - Una proroga delle indagini per i reati di abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio è stata notificata da militari della Guardia di Finanza a 18 persone, fra ex ed attuali dirigenti e amministratori del Comune di Modugno. La vicenda riguarderebbe l'occupazione abusiva da parte di terzi non autorizzati di immobili comunali. Si tratta di dieci nuclei familiari con bambini a carico che - alcuni da più di un decennio - vivono all'interno di locali di pertinenza di edifici scolastici. Le indagini, avviate alcuni mesi fa, sono coordinate dal pm Marco D'Agostino.

La proroga è stata notificata agli ultimi tre sindaci che si sono avvicendati, Nicola Magrone in carica, Pino Rana e Mimmo Gatti, ai commissari prefettizi che hanno governato la città nei momenti di vuoto amministrativo, agli ex assessori comunali alla Pubblica Istruzione e ai dirigenti dei settori Patrimonio, Cultura, Servizi Sociali, Ufficio Legale e Lavori Pubblici, oltre all'ex city manager e all'attuale segretario comunale. Il periodo preso in considerazione, quindi, riguarda almeno gli ultimi quindici anni. Un mese fa, proprio a causa dell'occupazione abusiva di un deposito interno ad una scuola elementare di Modugno, una persona è stata arrestata perché vi aveva nascosto mezza tonnellata di fuochi d'artificio di fabbricazione cinese.

Il sindaco in carica: "Ci dicano dove mandare le famiglie"
«Abbiamo il dovere di garantire un'alternativa, non possiamo mettere per strada famiglie con bambini», l'inchiesta credo che sia «una cosa buona, perché potrebbe aiutare a trovare finalmente una soluzione. Ci dicano dove mandare i bambini, senza farli dormire per strada». Il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, commenta così l'indagine della magistratura barese relativa all'occupazione abusiva delle scuole, spiegando che «una cosa è affrontare questa, che è una questione antichissima e incancrenita, dal punto di vista legale, altra cosa è affrontarla dal punto di vista amministrativo, perché - ha detto - a noi tocca stabilire un equilibrio tra l'esigenza di rispettare le norme e la ricerca di una soluzione alternativa: il mio problema è dove mandare queste persone». Magrone spiega di aver affrontato la questione fin dal 2013, ricordando che dalla lettura degli atti delle precedenti amministrazioni emerge che «anche i miei predecessori si sono mossi con diffide, ordinanze e richieste di intervento al prefetto». Da parte sua, Magrone spiega di aver chiesto una relazione ai servizi sociali e di aver dato agli uffici un atto di indirizzo finalizzato allo sgombero di quei locali, ma «con le dovute cautele perche' ci sono bambini. Non mi avventuro - ha detto il sindaco - in atti da sceriffo».(ANSA).

Ultimo aggiornamento: 16:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA