Militare no vax sospeso dal lavoro presenta ricorso. Il Tar lo rigetta

Militare no vax sospeso dal lavoro presenta ricorso. Il Tar lo rigetta
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Sabato 16 Aprile 2022, 14:09 - Ultimo aggiornamento: 14:33

Era stato sospeso dal lavoro perché non vaccinato. Ma il Tar della Puglia ha rigettato il ricorso presentato da un militare barese: «La tesi del ricorrente - dice il Tar - ove accolta determinerebbe, nell'attuale fase non del tutto superata di emergenza pandemica, un vuoto regolativo capace di produrre gravi conseguenze sul piano della salvaguardia della salute dei cittadini».

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La decisione del Tar Puglia

«Le contestate disposizioni sono state adottate sul chiaro ed evidente presupposto della situazione di emergenza determinata dalla pandemia da Covid, che ha determinato un numero elevatissimo di contagi e decessi. Pandemia ancora in atto, attese le non contestate statistiche giornaliere, le quali evidenziano un livello tuttora elevato di trasmissione della patologia e un numero ancora alto di decessi, che riguardano in gran parte la popolazione non vaccinata». Così il Tar della Puglia risponde a un militare barese, ufficiale dell'Aeronautica militare, che aveva impugnato la sospensione dal lavoro in quanto non vaccinato.

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I giudici hanno rigettato il ricorso del militare spiegando che «non può condividersi l'assunto secondo cui la campagna vaccinale si sarebbe sostanziata in una vaccinazione sperimentale umana inefficace rispetto all'obiettivo di ridurre la letalità del virus. Tali affermazioni oltre a essere del tutto generiche, non sono assistite da evidenze scientifiche». «La tesi del ricorrente - dice il Tar - ove accolta determinerebbe, nell'attuale fase non del tutto superata di emergenza pandemica, un vuoto regolativo capace di produrre gravi conseguenze sul piano della salvaguardia della salute dei cittadini».

Il Tar della Puglia continua così a «bacchettare» chi si oppone all'obbligo del vaccino anti-Covid e alla conseguente sospensione dal lavoro, richiamando il principio in base al quale «la volontà di praticare proprie convinzioni ideologiche, etiche o religiose non può affermarsi sino a invadere il labile confine che tutela diritti fondamentali della collettività e individuali al tempo stesso, come nella specie la salute pubblica». Nelle ultime ore, oltre a questo, sono stati depositati altri due diversi provvedimenti con i quali i giudici amministrativi hanno rigettato altrettanti ricorsi.

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