Cpr, migranti senza controlli sanitari: indagati in quattro

Martedì 5 Ottobre 2021

Bufera sul cpr di Bari per una frode nell’esecuzione delle prestazioni di assistenza e sorveglianza sanitaria degli immigrati. Sono quattro gli avvisi di conclusione indagini notificati dalla  polizia nei confronti del responsabile della società cooperativa che gestisce il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Bari e di altri tre indagati.

 

Le indagini avviate nel 2019

 

Le indagini della Squadra Mobile di Bari, avviate nel 2019, hanno accertato una serie di irregolarità nell’adempimento del contratto di appalto per la gestione del CPR di Bari Palese, affidato alla Società Cooperativa Badia Grande di Trapani.

Sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori, il P.M. Dr. Michele Ruggiero ha emesso un avviso di conclusione indagine e contestuale informazione di garanzia nei confronti di: direttrice del centro fino a febbraio 2021; medico responsabile del CPR fino a dicembre 2019; legale rappresentante della Società Cooperativa Badia Grande; referente dell’associazione Paceco Soccorso per il servizio di assistenza sanitaria nel CPR.

 

La frode nell'affidamento e il rischio epidemico

I reati contestati sono, per tutti, la frode nell’esecuzione del contratto di affidamento, in particolare, del servizio di assistenza sanitaria e, per tre di essi, la violazione delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro per la mancata esecuzione delle visite mediche di primo ingresso, con il connesso rischio della diffusione di malattie infettive. Le indagini hanno evidenziato che la precarietà dei servizi essenziali erogati dalla cooperativa ha contribuito a creare le condizioni di esasperazione da cui sono scaturiti proteste e incendi all’interno della struttura.

Ultimo aggiornamento: 22:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA