Lecce, l'ex assessore Guido al gip: «Mai preso quei soldi»

Andrea Guido e Paolo Perrone
Andrea Guido e Paolo Perrone
di Roberta GRASSI
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Martedì 26 Aprile 2022, 16:21 - Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 12:33

"Non ho mai preso soldi, ho incontrato quelle persone una sola volta e ho spiegato che l'appalto era affidato a Monteco, quindi non ci sarebbe stato nulla da fare". Lo ha detto nel corso dell'interrogatorio di garanzia, dinanzi al gip di Napoli, l'ex assessore all'Ambiente di Lecce, oggi consigliere comunale, Andrea Guido, al fianco dell'avvocato Ivan Feola. Affermazione che troverebbe un riscontro nelle dichiarazioni del presunto mediatore, l'imprenditore Gabriele D'Elia, che pure è stato ascoltato al fianco del legale Gabriele Valentini.

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La difesa va al Riesame

La difesa di Guido, che si trova ai domiciliari, non ha formulato istanza di revoca della misura, ma farà ricorso al Tribunale del Riesame. L'interrogatorio si è svolto in videoconferenza. Guido è accusato di concorso in corruzione continuata aggravata dall'aver favorito una associazione mafiosa, la Camorra secondo gli inquienti che hanno indagato su un presunto tentativo di espansione del clan Moccia n Puglia, per conseguire l'affidamento degli appalti sulla raccolta dell'olio esausto. Secondo l'accusa l'ex assessore avrebbe intascato 2.500 euro. 

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Interrogato anche Finocchio

E ha risposto per circa un'ora e mezza a tutte le domande di gip e Procura, respingendo le accuse, il 66enne barese Pasquale Finocchio, ex vicepresidente del Consiglio comunale di Bari arrestato il 20 aprile scorso nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Napoli contro il clan camorristico Moccia.  Finocchio, assistito dall'avvocato Roberto Eustachio Sisto, si è sottoposto oggi da remoto a interrogatorio di garanzia dinanzi alla gip del Tribunale di Napoli Maria Luisa Miranda. È accusato di traffico di influenze illecite con aggravante mafiosa per aver agevolato, secondo gli inquirenti, l'espansione nel 2017 del braccio economico del clan Moccia in Puglia, l'azienda per il recupero di olio esausto 'Soloil Italià. Nell'interrogatorio Finocchio ha spiegato di non aver mai saputo e di non essere mai stato in condizioni di capire che l'imprenditore che gli aveva chiesto aiuto, Francesco Di Sarno (finito in carcere nell'ambito della stessa inchiesta), ritenuto affiliato al clan e uomo di fiducia di Antonio Moccia, avesse rapporti, in Campania, con la Camorra. La difesa di Finocchio valuterà nei prossimi giorni se fare istanza di revoca degli arresti domiciliari o se fare ricorso al Riesame. 

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